principali dal partner Apetito, mentre gli chef interni preparano dessert e pietanze per i servizi complementari della struttura. “Questo approccio misto ci ha consentito un
risparmio economico”, aggiunge Bamber. “Abbiamo meno chef interni poiché la preparazione del cibo viene esternalizzata e le operazioni sono più efficienti. La gestione delle scorte, la pianificazione e le eventuali modifiche al menù avvengono tramite Apetito. Anche il cibo è di migliore qualità. La cucina tradizionale è deliziosa e ricorda casa,” ma gli svantaggi stavano diventando eccessivi per poter continuare”.
Trova le differenze Per migliorare la qualità della ristorazione, l’ospedale si è affidato a Burlodge, partner di lunga data, che ha fornito 30 carrelli Multigen utili nel nuovo modello di distribuzione. Lo staff conosceva già modelli simili, ma doveva prendere confidenza con nuove modalità operative. “In passato, lo staff si limitava a ritirare il carrello,
portarlo in reparto e servire il cibo. Ora le responsabilità sono di più”, racconta Shelley Hudson, UK Regional Sales Manager di Burlodge. “Con il forno a doppio rendimento , i forni a convezione del carrello sono a tutti gli effetti due. Cibi densi, verdure e cibi liquidi per i pazienti con disfagia (difficoltà nella deglutizione) possono essere caricati e cotti simultaneamente”. “I vani sono ben isolati, e questo è molto
importante”, prosegue. "Ad esempio, se all'arrivo in reparto c’è un’emergenza e il paziente non è in quel momento disponibile, il suo pasto può essere conservato in modalità di mantenimento del caldo, in molti casi con mantenimento passivo grazie a un ottimo isolamento del carrello". La maggior parte dei dipendenti conosceva già i
carrelli, per cui la transizione è stata semplice e la formazione minima. Con soli tre pulsanti, è facile da
usare e avviare la rigenerazione, che dura 90 minuti. Al termine, si verificano temperatura e qualità del cibo. “Abbiamo anche il software BCloud”, precisa
Bamber. “Le informazioni inviate dalle sonde di temperatura vengono automaticamente salvate nel cloud, dove non possono essere manomesse. Questo è essenziale per il monitoraggio HACCP e per la sicurezza dal punto di vista sanitario. Vengono meno anche i diverbi più banali, sarà facile ad esempio verificare subito se la zuppa fosse fredda o meno, poiché abbiamo il registro delle temperature rilevate e i piatti rimangono in carrelli riscaldati”.
Costruire delle partnership In breve tempo, l’impatto è risultato notevole. Dal punto di vista dell’ospedale, il servizio pasti è più efficiente, la qualità del cibo è migliore e le interruzioni del servizio pressochè nulle. I pazienti, invece, hanno più scelta e i pasti, insieme alle visite naturalmente, sono diventati la parte più bella della giornata. Il menù ora comprende 84 piatti, anziché 24. La tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale
nella trasformazione, ma il rapporto tra le parti coinvolte non è stato da meno. “Shelley di Burlodge è straordinariamente competente”, aggiunge Bamber. “Conosce tutto, per filo e per segno, e ci ha sempre fatto sentire in ottime mani. Il servizio è fantastico e, se la chiamo, so che verrà immediatamente da noi per risolvere qualsiasi problema”. “Le esigenze del cliente sono la priorità”, afferma
Hudson. “Collaborare è questo. Bisogna trovare la soluzione giusta per tutto il ciclo di vita del carrello: nell’assistenza post-vendita, negli interventi degli ingegneri e così via”. L’introduzione di cambiamenti in contesti
istituzionali può apparire un’impresa spaventosa, ma con i giusti partner e strumenti tecnologici è possibile ridefinire gli standard della ristorazione ospedaliera. ■
Collaborare è questo. Bisogna trovare la soluzione giusta per tutto il ciclo di vita del carrello
Shelley Hudson, Burlodge
BRAND FOCUS
1984 5
Burlodge viene fondata 41 anni fa nel Regno Unito
Burlodge opera in cinque Paesi tra Europa e Nord America
2045
Burlodge si impegna ad azzerare le proprie emissioni entro il 2045
burlodge.com Aliworld 39
Page 1 |
Page 2 |
Page 3 |
Page 4 |
Page 5 |
Page 6 |
Page 7 |
Page 8 |
Page 9 |
Page 10 |
Page 11 |
Page 12 |
Page 13 |
Page 14 |
Page 15 |
Page 16 |
Page 17 |
Page 18 |
Page 19 |
Page 20 |
Page 21 |
Page 22 |
Page 23 |
Page 24 |
Page 25 |
Page 26 |
Page 27 |
Page 28 |
Page 29 |
Page 30 |
Page 31 |
Page 32 |
Page 33 |
Page 34 |
Page 35 |
Page 36 |
Page 37 |
Page 38 |
Page 39 |
Page 40 |
Page 41 |
Page 42 |
Page 43 |
Page 44 |
Page 45 |
Page 46 |
Page 47 |
Page 48 |
Page 49 |
Page 50 |
Page 51 |
Page 52 |
Page 53 |
Page 54 |
Page 55 |
Page 56 |
Page 57 |
Page 58 |
Page 59 |
Page 60 |
Page 61 |
Page 62 |
Page 63 |
Page 64 |
Page 65 |
Page 66 |
Page 67 |
Page 68 |
Page 69 |
Page 70 |
Page 71 |
Page 72 |
Page 73 |
Page 74 |
Page 75 |
Page 76 |
Page 77 |
Page 78 |
Page 79 |
Page 80 |
Page 81 |
Page 82 |
Page 83 |
Page 84 |
Page 85 |
Page 86 |
Page 87 |
Page 88 |
Page 89 |
Page 90 |
Page 91 |
Page 92 |
Page 93 |
Page 94 |
Page 95 |
Page 96 |
Page 97 |
Page 98 |
Page 99 |
Page 100