Tendenze
UN FUTURO DI AUTOMAZIONE ATTRAVERSO L’IA Per Egnor, la robotica non ha ancora raggiunto il livello richiesto dall’IA. Di conseguenza, il primo utilizzo rivoluzionario dell’IA coinciderà probabilmente con il suo ruolo di strumento di previsione, con numerose altre applicazioni a seguire. Le applicazioni front-of-house,
come l’ordinazione vocale, continueranno a evolversi di pari passo con il miglioramento delle capacità vocali avanzate dell’IA e, sfruttando i big data (social media, programmi fedeltà, preferenze alimentari, ecc), l’IA potrebbe inaugurare l’era dell’iper-personalizzazione. In cucina sopraggiungerà un
maggiore livello di automazione, che ridurrà l’intervento umano al minimo. Secondo Egnor, le cucine smart dotate di Digital Twin potrebbero avvalersi dell’IA per simulare e ottimizzare i fl ussi di lavoro al fi ne di progettare cucine migliori, prevedere i guasti, regolare i parametri di cottura in tempo reale e potenzialmente ridurre i consumi energetici di circa il 20%. Stefano Raimondi, R&D
Director di Rancilio Group, sostiene che l’IA avrà un impatto anche sul settore beverage; non a caso, Rancilio si sta impegnando per lo sviluppo di apparecchiature con funzionalità IA integrate.
“L’IA può semplifi care la ricerca di documenti tecnici per la risoluzione di errori, ottimizzare i parametri di una ricetta o riconoscere un barista per modifi care le impostazioni della macchina che sta utilizzando secondo le sue esigenze particolari”, spiega.
L’IA
semplifi cherà la vita del team tecnico, che potrà godere di un supporto maggiore
Stefano Raimondi, Rancilio Group
“Lo stato dell’arte è un
sistema in grado di riassumere le informazioni presenti in centinaia di documenti. In passato, il problema era l’assenza di dati. Oggi con l’IoT ne abbiamo fi n troppi, per cui la questione è come analizzarli”, continua Raimondi.
L’IA COME CONDIVISIONE DI ESPERIENZE “L’IA semplifi cherà la vita dei tecnici dell’assistenza, che potrà godere di un supporto maggiore senza dover necessariamente conoscere alla perfezione il mondo del caff è”, aff erma poi Raimondi. “Potremo, per esempio, rivolgerci a tecnici generici anche per lavastoviglie e macchine per caff è, poiché le conoscenze utili potranno essere trasferite dalle persone ai sistemi IA”. La previsione dell’andamento
degli ordini attraverso i big data è essenziale tanto per le bevande quanto per la preparazione degli alimenti. Raimondi prevede che, in futuro, l’IA verrà utilizzata per proporre ricette alternative nei vari momenti della giornata. “Attraverso l’integrazione di dati e il riconoscimento facciale, l’IA potrebbe aiutare gli operatori ad avvicinarsi alle esigenze della clientela con preparazioni più personalizzate e su misura”, suggerisce. A suo avviso, l’IA sarà usata
anche per semplifi care le impostazioni, assicurare una qualità costante nelle macchine automatiche con macinacaff è integrato e ottimizzare la confi gurazione delle ricette. Inizialmente, l’adozione dell’IA
potrebbe sollevare dubbi in termini di costi, scalabilità e necessità della presenza umana nell’esperienza culinaria. Con il passare del tempo, tuttavia, diventerà parte integrante del settore. “Quando gli chef si rendono
conto di cosa può fare, esclamano: ‘Wow, come ho fatto fi no ad ora?’”, dichiara Alfi eri. “Il mio team serve circa 15-20.000
Aliworld 13
persone al giorno in vari contesti e io utilizzo l’IA due o tre volte al giorno per valutare le procedure operative standard, i protocolli di sicurezza e i trend alimentari e creare previsioni fi nanziarie e budget. È uno strumento utile, se sai quali domande fare”.
Quando gli chef si rendono conto di cosa [l’IA] può fare, esclamano: ‘Wow, come ho fatto fi no ad ora?’ Joseph Alfi eri, Bon Appetit
Rimangono però molti
interrogativi sui limiti dell’IA e su come sfruttarne al meglio le potenzialità. Pur non essendo ancora parte integrante dell’attrezzatura culinaria, sta sicuramente defi nendo il futuro della progettazione di cucine, del fl usso di lavoro e delle previsioni. L’unica cosa che non si può fare con l’IA è ignorarla. ■
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