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CERINTERVISTA


la pianta cresce meglio. Abbiamo una compilation di 3.900 brani di musica classica, soprattutto di Mozart, sotto i 500 Hertz, che si propaga nel vigneto per 24 ore e per dodici mesi all’anno. Di notte si innesca un sistema crepuscolare che abbassa il volume, ma al mat- tino quando albeggia il volume si rialza. Il vino è una sostanza viva che deve trovare un ambien- te piacevole. La biodinamica è inte- sa come il rapporto che esiste tra uomo, pianta e ambiente”.


Questa è un’azienda-comunità che pro- duce vino biodinamico che però sta sul mercato. Quali sono le regole per impor- si e farsi conoscere sul mercato? “Tutti i commerci sono fatti di relazioni ed il vino è alla sua massima espressione per- ché, per quanto buono sia, devi andare a venderlo:


lo


devi far conoscere e il mondo del vino è una realtà fatta di relazioni. Solo in Italia si contano 40mila produttori di vino, di diversissime dimen- sione. Non potendo andare in tutti i ristoranti o da tutti i privati a vendere il mio vino, partecipiamo alla principali fiere mondiali e ci affidiamo ad intermediari non esclusi- visti del prodotto, che devo convincere a vendere il mio vino rispetto ad un altro, e che a loro volta si relaziona- no con ristoranti o enoteche che dispongono di decine di etichette. Se si vuole che il ristoratore venda il mio vino


30 CER maggio/giugno 2017


bisogna creare una sensazione, raccontare una storia che lo spinga a sua volta a con- sigliarlo. È come creare una catena dove tu riesci ad importi solo grazie alle buone relazioni. Abbiamo creato Tenuta Mara anche per questo: vogliamo che il pubblico venga a trovarci per fargli conoscere questa realtà e, se ci riusciamo, farlo diventare a sua volta un profeta di questo vino anche perché il nostro Sangiovese MaraMia arriva al consumatore finale ad almeno 40-50 euro. E lei sa bene che un Sangiovese di Romagna di norma non si acquista a queste cifre”.


Questa comunità che ha la cantina ad hoc, una pinacoteca interna e presto un museo – vigna dei diversi vitigni di San- giovese – come se la immagina a medio termine? “Con l’ultimazione del resort vogliamo diventare un luogo di visita e di riferimento per chi transita in quest’area. Mi immagino che un giorno, sotto la guida di mia figlia, ci possa essere un flusso continuo di perso- ne. Amplieremo il percorso d’arte esistente perché questa, oltre ad essere una cantina, deve diventare anche una galleria di scultu- re all’aria aperta. Abbiamo intrecciato una bella collaborazione con la scuola d’Arte di Urbino realizzando un concorso il cui premio consiste sia in un riconoscimento in denaro, sia nel supporto alla realizzazione dell’opera che sarà poi collocata nella tenu- ta. Vorrei creare un vero percorso senso- riale, in modo tale che lo scopo della visita non sia solo l’assaggio del vino, ma un’oc- casione per trascorrere alcune ore immersi nella natura e nella bellezza, per portare via con sé tante profonde sensazioni”.


(ha collaborato Massimiliano Tortis) aserri@confindustriaceramica.it


Le foto in pubblicate in questo articolo sono di V. Conelli


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