CERINTERVISTA
togliere i chicchi che sono rimasti indietro con la maturazione o che hanno proble- mi sanitari. Li tagliamo e li lasciamo per terra dove diventano un ottimo concime naturale. La vendemmia non viene fatta in una unica soluzione, perché l’uva matura a distanza di quattro – sei giorni, e ci pre- occupiamo di eliminare – prima della rac- colta – tutti i chicchi con problematiche. Il grappolo raccolto passa attraverso una diraspatrice che separa i singoli chicchi a loro volta selezionati da una macchina ottica dotata di tre telecamere che ne rico- nosce colore e diametro e che esegue una rigorosa distinzione tra quelli non idonei e quelli pronti ad entrare nei tini di fermen- tazione.
I ‘chicchi ciliegia’ come vengono lavorati? I chicchi selezionati in modo così scru- poloso fermentano dai 10 ai 15 giorni in tini di legno francese e qui rimangono in macerazione nel mosto per altri quaranta giorni in modo da estrarre dalle bucce e dai vinaccioli tutte le sostanze più preziose del vino. Successivamente trasferiamo il vino nelle botti di affinamento dove rima- ne per diciotto mesi. Pur producendo un solo tipo di vino, il Sangiovese, usiamo vari contenitori di affinamento in cemento, legno, rovere francese, rovere di Slovenia, ciascuno dei quali in grado di conferirgli un tocco particolare. Ci affidiamo a tre assaggiatori che, una volta al mese, veri- ficano lo stato di evoluzione del vino al fine di arrivare all’imbottigliamento nello stato migliore, che parte sempre da diversi assemblaggi delle varie botti, sintesi tra il parere degli assaggiatori e il riassunto che facciamo Mara ed io. Imbottigliamo l’assemblaggio che ci piace di più, anzi che piace di più a mia moglie Mara! Nella Tenuta operano dodici mesi all’anno sette operai su meno di sette ettari, un numero che, nell’agricoltura convenziona- le, sarebbe sufficiente per 100 e più ettari. Sono tutti dipendenti, persone appassio- nate di questo lavoro che non temono la fatica della vita di campagna. Questa non è un’azienda, è una piccola comunità di gente che lavora per il piacere di fare buon vino realizzato con un metodo antico. Stiamo creando il primo museo del San- giovese: in una parte del podere abbiamo già piantato 86 dei 100 cloni stimati, e
IL PROFILO DELL’AZIENDA
A San Clemente di Rimini si trova Tenuta Mara, un'azienda agri- cola dove le pratiche dell’agricoltura biodinamica - certificata Demeter - si sposano con la passione per la musica, l’arte e la vita. Tenuta Mara è un podere di 7 ettari coltivati esclusivamente a Sangiovese da 7 vignaioli impegnati dodici mesi all’anno, e con un ecosistema perfetto che accoglie 800 nidi per uccelli, 70 casset- te per pipistrelli, un piccolo maneggio con tre cavalli, oltre ad un laboratorio permanente per artisti e ricercatori. Il vino prodotto è il “MaraMia" che rispettando l’ambiente, rispetta anche l’uomo. La prima vendemmia risale al 2010 e, ad oggi, il numero di bottiglie prodotte si aggira attorno alle 20mila, con l’obiettivo di arrivare ad un massimo di quarantamila all'anno. Apprezzato in Italia, MaraMia sta conquistando l’estero ed in particolare Cina, Hong Kong, Olanda, Danimarca, Svezia e Stati Uniti.
L’agricoltura biodinamica bandisce l’utilizzo di qualsiasi sostan- za chimica impiegata nella vinificazione convenzionale. Le uve raccolte a mano vengono selezionate con criteri severissimi. Nei tini il vino fermenta senza controllo di temperature e senza lieviti aggiunti e approda infine nella bottaia dove due guerrieri cinesi lo vegliano giorno e notte per dodici mesi. L’affinamento termina in bottiglia: altri dodici mesi prima di poter essere versato nel bic- chiere e assaporato.
quando li avremo piantati tutti, avremo un qualcosa che non esiste al mondo”.
Un percorso a bassa produttività, ma con più livelli di intervento e controllo, dove le sue viti ascoltano musica classi- ca. Dove finisce l’enologia e comincia il marketing? “La musica nella vigna non è marketing, perché le piante come noto percepisco- no i suoni. Visitammo un imprenditore di Montalcino che aveva musicato la sua vigna grazie al professor Stefano Mancuso dell’Università di Agraria di Firenze. Noi insieme a Bose abbiamo creato una filodif- fusione in grado di trasmettere musica in tutte le condizioni climatiche. Il concetto non è che il vino viene più buono, ma
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