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mixmag italy


La tensione emotiva di Placid/In- trepid non è decorativa. Riflette le contraddizioni che definisco- no il momento presente, in cui le persone sono più connesse che mai e allo stesso tempo sempre più esauste da questa connes- sione. L’EP diventa uno specchio di questo stato,


tracciando la


strana pressione del vivere in un mondo che richiede una consa- pevolezza costante, rendendo al contempo più difficile sostene- re un contatto genuino. La sua struttura divisa non è semplice- mente sonora. Diventa un modo di mettere in scena il conflitto.


Questo conflitto è particolar- mente evidente nel modo in cui NLI parla del titolo. Per lei, la placidità e l’audacia non sono opposti che si annullano a vicen- da. Sono stati che spesso coesis- tono, specialmente in un momen- to culturale segnato dall’ansia, dal sovraccarico di stimoli e dalla necessità di continuare a met- tere in scena la stabilità. Il disco trasforma quella contraddizione interiore verso l’esterno.


“Placid/Intrepid parla dello scon- tro tra mondi, della possibilità o addirittura della realtà che due lati opposti coesistano in armo- nia. Nel contesto più ampio del mondo, credo che questo disco possa ben rappresentare una riflessione subconscia sulla so- fferenza umana e su come tutti sembriamo avere questa bat- taglia interiore in corso che ten- de simultaneamente a due lati opposti.


Lo vediamo ovunque nel mondo. Sembra che il nostro tempo sia sempre più definito dalle contra- ddizioni. Internet e i social media ne sono l’esempio più chiaro. Sia- mo costantemente incoraggiati a pubblicare di più, a essere più consapevoli di ciò che accade nel mondo, a essere più ‘presen- ti’. Allo stesso tempo, le persone stanno sperimentando più che mai l’affaticamento da internet. La connessione e l’interazione umana stanno iniziando a sem- brare un peso per molti, eppure continuiamo a pubblicare nuovi contenuti e a interagire online come se la nostra vita dipendes- se da questo.”


La prima metà del release, Placid, punta più sull’atmosfera che sul rilascio. Opera attraverso il disa- gio, il decadimento e un lento ac- cumulo psicologico. C’è tensione nel sound design, ma anche nel rifiuto di risolverla in modo netto. I brani sembrano abitare un mon- do già sotto pressione, un luogo dove il rumore diventa prova di un danno piuttosto che ornamento.


L’interesse di NLI per il rischio le- gato all’IA e al collasso tecnolo- gico conferisce a quell’atmosfera una cornice più ampia. Il punto non è la fantascienza. È il modo in cui l’ansia umana si aggrappa ai sistemi, evitando al contem- po la violenza e la dominazione già presenti nel comportamento umano. In questo senso, l’inquie- tudine dell’EP sembra meno spe- culativa che immediata.


“La mia musica è il prodotto di un mondo molto malato e morente, e Placid/Intrepid si addentra pro- fondamente in questo aspetto, sia in senso musicale che con- cettuale. La mia ossessione più recente, al di fuori della musica, è stata leggere sull’AI x-risk, una teoria secondo cui il progresso dell’IA potrebbe eventualmen- te portare alla distruzione de- ll’umanità. Trovo così interessante come l’umanità consideri la tec- nologia una minaccia esistenzia- le più grande di altri esseri uma- ni, specialmente ai nostri giorni, quando il mondo diventa sempre più instabile ogni giorno. Direi che il vero pericolo risiede nella nostra stessa natura umana e nell’inna- to desiderio di dominare, che ci differenzia da qualsiasi tecnolo- gia artificiale. L’EP esplora questo aspetto tracciando la distruzione umana che la nostra presenza ha causato al mondo.”


Quella sensazione di collasso non è astratta per lei. Proviene dall’atmosfera del mondo che la circonda, dai disordini politici, dalla stanchezza culturale e da un’industria musicale sempre più plasmata dall’instabilità e dallo spettacolo.


Il club, spesso im-


maginato come un rifugio, diven- ta parte di quello stesso sistema


di pressione. Anche la fuga inizia a sentirsi contaminata dal mondo che cerca di evitare.


“L’EP trae sostanza dal mondo che ci circonda. Ogni traccia è realizzata con intento e commen- to sulle questioni importanti che vengono facilmente spazzate via dall’escapismo, dall’evitamento e dal rumore. A volte sembra che l’industria musicale sia diventata una simulazione in tempo rea- le del mondo reale, plasmata dal caos, dallo scandalo e dall’incer- tezza. Penso che i disordini politici che stiamo vivendo attualmente a livello internazionale si siano infiltrati in tutti


gli angoli della


scena e siano una delle principa- li cause di ansia per molti di noi. C’è una sensazione di disagio in questo momento che è difficile da individuare, ma è sicuramen- te presente. Non ricordo quante conversazioni nelle aree fumato- ri ho avuto negli ultimi mesi sulla fine del mondo.”


Allontanarsi dalla funzionalità da club è parte dell’argomentazio- ne del release. Placid non esiste per fornire uno strumento per il dancefloor, e questo rifiuto ha un peso. In un ambiente in cui la musica viene spesso valutata per la sua capacità di performa- re rapidamente, visibilmente ed efficientemente, NLI si rivolge alla vulnerabilità e all’imperfezione. Tratta l’astrazione come una for- ma di onestà.


Questa decisione rivela anche la sua critica più ampia al panora- ma attuale. Se ogni traccia è cos- truita per lo stesso palco, lo stesso clip, la stessa reazione ottimizza- ta, la cultura perde i margini che un tempo la rendevano viva. La posizione di NLI è chiara: la diver- sità nel suono e nella prospettiva non è un supplemento alla cultura del club. È il suo meccanismo di sopravvivenza.


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