search.noResults

search.searching

saml.title
dataCollection.invalidEmail
note.createNoteMessage

search.noResults

search.searching

orderForm.title

orderForm.productCode
orderForm.description
orderForm.quantity
orderForm.itemPrice
orderForm.price
orderForm.totalPrice
orderForm.deliveryDetails.billingAddress
orderForm.deliveryDetails.deliveryAddress
orderForm.noItems
giorgia angiuli


IL SUONO COME MEDICINA, IL DJ HANDBOOK E CREARE UNO SPAZIO


La pandemia ha segnato un altro punto di svolta. Con i tour fer- mati, Giorgia Angiuli ha iniziato ad ascoltare in modo diverso, facendo entrare nella sua routi- ne quotidiana playlist basate su frequenze curative.


“Durante la pandemia ho esplo- rato playlist di healing frequen- cies e ho sentito benefici imme- diati.”


L’esperimento si espande quindi oltre il dancefloor, senza abban- donarlo.


Ha iniziato a integrare 303 e sound healing, cercando un lin- guaggio capace di contenere immobilità e movimento.


“La musica cura sia quando cal- ma il corpo sia quando lo muove.”


Questo studio ha portato a un risultato concreto: un handbook gratuito sulla salute dei DJ, svi- luppato con il biologo e nutri- zionista Davide Aruanno e la neuroscienziata Giovanna Cal- deroni. Il progetto affronta temi spesso normalizzati nella cultura del tour: recupero fisico, equili- brio ormonale, consapevolezza emotiva.


Nel frattempo prende forma anche il progetto di uno spazio dedicato alla guarigione in Ita- lia, sviluppato con l’energy healer Stefania Marasciulo.


Giorgia lo descrive con una pa- rola precisa: container.


“L’obiettivo non è una destinazio- ne wellness, ma un contenitore.”


Un luogo dove tecnologia e spi- ritualità dialogano, dove piccoli gruppi permettono presenza e ricerca.


“Sicurezza prima di tutto. Uno spazio dove il sistema nervoso può rilassarsi.”


INTEGRAZIONE CULTURALE, CONTESTO E RESPONSABILITÀ DELLA TECHNO


Il viaggio ha sempre modellato il vocabolario sonoro di Giorgia Angiuli: Brasile, India, Egitto, Ser- bia, Paesi Bassi, Stati Uniti. Ma lei di questo processo ne parla con cautela.


“Viaggiare significa ascoltare, non collezionare suoni esotici. Il rispetto viene prima.”


Integrare elementi culturali nella techno richiede più di un’attra- zione estetica. Il suo metodo è semplice: togliere l’elemento pre- so in prestito e vedere cosa suc- cede. Se il brano perde coerenza emotiva, allora quell’elemento appartiene davvero alla traccia.


“Io uso elementi solo se risuonano con la mia esperienza personale e se ne capisco il contesto.”


C’è anche un criterio fisico.


“Se il suono vive nel corpo, allora funziona.”


Nella techno, genere storica- mente basato su ripetizione e riduzione, questi elementi possono arricchire la forma oppure appiattirla.


Giorgia


sceglie la coerenza invece della novità.


“Gli elementi culturali non devono mai essere scorciatoie estetiche. La musica deve essere energeticamente coerente, non definita da categorie.”


LE MIE RIFLESSIONI C’è


una forma di intensità


silenziosa in Giorgia Angiuli che si percepisce solo se si presta attenzione. Sul palco si muove velocemente,


circondata da


macchine, linee acid e loop vocali che si intrecciano nel set. Fuori dal palco è diversa: riflessiva, precisa, attenta.


Non è una contraddizione. È equilibrio.


L’energia che riversa nei suoi live è la stessa che usa per esplorare domande più profonde su corpo, mente e creatività.


Quello che emerge dalla sua evoluzione recente è una ricer- ca di coerenza. Il touring le ha mostrato sia la grandezza sia la fragilità della cultura elettroni- ca: aeroporti, applausi, insonnia, adrenalina.


“Balla come se non ci fosse un domani, perché stanotte è eterna. We rave. We heal.”


Invece di accettare quell’ins- tabilità come un costo inevi- tabile, ha deciso di studiarla. Neuroscienze,


sound healing,


regolazione del sistema nervoso, cicli del sonno, equilibrio ormonale: con lei il corpo diventa centrale, non più periferico.


In un’industria che celebra spesso resistenza ed eccesso, Giorgia parla apertamente di ansia, recupero e sostenibilità senza retorica. I suoi cambia- menti di tempo sono legati alla fisiologia. Le texture psichede- liche nascono dallo studio degli stati di trance, la linee acid calibrate con attenzione a respiro e tensione muscolare.


La filosofia WE HEAL non resta nella console. Entra nella vita quotidiana, nelle scelte di lavoro, nel modo di riposare e collaborare.


Anche il viaggio riflette questa intenzione. I suoni culturali entrano nella sua musica attraverso immersione e dialogo, non per


semplice fascino superficiale.


E lo stesso approccio guida i suoi progetti futuri: uno spazio di guarigione in Italia e un hand- book per la salute dei DJ.


Il risultato è il ritratto di un’ar- tista che ha trovato un punto preciso di equilibrio tra velocità e cura, sperimentazione e responsabilità.


Giorgia Angiuli si trova oggi in un momento in cui espansione espressiva personale


e procedono


integrazione nella


stessa direzione, creando una pratica artistica forte, incarnata e profondamente sua.


037


Page 1  |  Page 2  |  Page 3  |  Page 4  |  Page 5  |  Page 6  |  Page 7  |  Page 8  |  Page 9  |  Page 10  |  Page 11  |  Page 12  |  Page 13  |  Page 14  |  Page 15  |  Page 16  |  Page 17  |  Page 18  |  Page 19  |  Page 20  |  Page 21  |  Page 22  |  Page 23  |  Page 24  |  Page 25  |  Page 26  |  Page 27  |  Page 28  |  Page 29  |  Page 30  |  Page 31  |  Page 32  |  Page 33  |  Page 34  |  Page 35  |  Page 36  |  Page 37  |  Page 38  |  Page 39  |  Page 40  |  Page 41  |  Page 42  |  Page 43  |  Page 44  |  Page 45  |  Page 46  |  Page 47  |  Page 48  |  Page 49  |  Page 50  |  Page 51  |  Page 52  |  Page 53  |  Page 54  |  Page 55  |  Page 56