LA DIREZIONE GIUSTA
Illimitate possibilità formali = opportunità di creare non solo forme ma anche funzioni insite nella forma.
Ricapitoliamo i punti di forza della prototipazione che più interessano il progetto Lobster:
- È possibile realizzare forme impossibili da ottenere con stampi, per via di sottosquadri e altre complicazioni formali.
- Oltre a forme particolari, la prototipazione permette di creare incastri e snodi altrimenti non realizzabili con materiali rigidi.
- Pezzi non monolitici uniti da tali giunti possono uscire dalla macchina già assemblati, dunque niente manodopera aggiuntiva; diversamente, forme simili richiederebbero elevato intervento manuale.
Le prime idee su come sfruttare al meglio queste possibilità sono legate alla doppia valenza del materiale usato per la prototipazione: solido/polvere (SLS) o solido/liquido (SLA). Si è pensato insomma alle possibilità offerte dal poter creare oggetti chiusi contenenti polvere o liquido, clessidre o palline souvenir con neve finta in sospensione, per dire i due esempi più calzanti di questa tipologia, ma prima ancora di trovare oggetti più interessanti si è scoperto che:
- la polvere non si vedrebbe: spesso i materiali
Sbregudal imprigionato in una sfera magica in cui è sempre inverno.
L’idea della clessidra sembra aver avuto una certa influenza sulla scelta finale...
sinterizzati sono opachi, in più la polvere avrebbe o riempito totalmente l’oggetto o sarebbe uscita tutta dal’leventuale buco di sfogo, a meno che non fosse poi chiuso con un intervento manuale successivo.
- nel caso del liquido, invece, tutto sbagliato poiché il polimero non indurito dai raggi all’interno della macchina, in quanto fotosensibile... riporto le parole di Eric De Roo: Tutto il liquido residuo si solidifica col tempo: se non è rimosso subito, nn sarà più rimosso...
Due curiosi esempi di oggetti con caratteristiche in teoria riprodu- cibili con la prototipazione rapida, sfruttando parti chiuse conteneti materiale non indurito durante la lavorazione.
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