This page contains a Flash digital edition of a book.
ASSA ASHUACH COCOON.MGX


Assa Ashuach, studente di Ron Arad, si è diplomato al Royal College of Art di Londra.


“Nella società occidentale, il consumatore ha sviluppato una percezione estremamente avanzata delle strutture tridimensionali complesse. II dialogo visuale è migliorato e I'adattamento alle nuove forme del design avviene a una velocità sempre crescente. Nei prossimi cinquant’anni, inoltre, i designer avranno molte meno inibizioni verso la tecnologia. Uno degli strumenti creativi più potenti di cui oggi disponiamo sono i software 3D, e così accade che gli odierni processi di produzione inizino dall’immagine del prodotto finito; che è esattamente il contrario di quanto avveniva in passato.


II processo del design industriale e cambiato, e i designer possono usare la loro visione e i loro ricordi come materiale di creazione. Nel processo di design digitale non c’e più mediazione: oggi disponiamo di tecnologie in grado di stampare oggetti 3D partendo direttamente dal monitor del designer. La lampada Cocoon.mgx è una struttura in poliammide. Si tratta di un singolo pezzo ottenuto a partire da un


unico materiale. La poliammide diffonde molto bene la luce e crea un'illusione di "luce solida". La forma dell'oggetto, insieme alla naturale flessibilità del materiale, trasmette I'impressione di un organismo. Flettendola o torcendola, la struttura si trasforma. Come con un lombrico o un armadillo, basta piegare un'estremita per ottenere la trasmissione del movimento. Questo comportamento rende la lampada un prodotto versatile, che può essere adattato a spazi diversi, oppure essere usata per manipolare lo spazio utilizzando diverse possibilità di diffusione della luce e di elementi scultorei.


Se è possibile ipotizzare che tecnologie quali SLA o SLS saranno gli strumenti di produzione di domani, il dialogo tra I'interfaccia del prodotto e la sua percezione influenzerà il design in modo crescente. E’ questa, a mio parere, la cornice fondamentale entro la quale un designer dovrà sperimentare le sue ipotesi".


33


Page 1  |  Page 2  |  Page 3  |  Page 4  |  Page 5  |  Page 6  |  Page 7  |  Page 8  |  Page 9  |  Page 10  |  Page 11  |  Page 12  |  Page 13  |  Page 14  |  Page 15  |  Page 16  |  Page 17  |  Page 18  |  Page 19  |  Page 20  |  Page 21  |  Page 22  |  Page 23  |  Page 24  |  Page 25  |  Page 26  |  Page 27  |  Page 28  |  Page 29  |  Page 30  |  Page 31  |  Page 32  |  Page 33  |  Page 34  |  Page 35  |  Page 36  |  Page 37  |  Page 38  |  Page 39  |  Page 40  |  Page 41  |  Page 42  |  Page 43  |  Page 44  |  Page 45  |  Page 46  |  Page 47  |  Page 48  |  Page 49  |  Page 50  |  Page 51  |  Page 52  |  Page 53  |  Page 54  |  Page 55  |  Page 56  |  Page 57  |  Page 58  |  Page 59  |  Page 60  |  Page 61  |  Page 62  |  Page 63  |  Page 64  |  Page 65  |  Page 66  |  Page 67  |  Page 68  |  Page 69  |  Page 70  |  Page 71  |  Page 72  |  Page 73  |  Page 74  |  Page 75  |  Page 76  |  Page 77  |  Page 78  |  Page 79  |  Page 80  |  Page 81  |  Page 82  |  Page 83  |  Page 84  |  Page 85  |  Page 86  |  Page 87  |  Page 88  |  Page 89  |  Page 90  |  Page 91  |  Page 92  |  Page 93  |  Page 94  |  Page 95  |  Page 96  |  Page 97  |  Page 98  |  Page 99  |  Page 100  |  Page 101  |  Page 102  |  Page 103  |  Page 104  |  Page 105  |  Page 106  |  Page 107  |  Page 108