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IL RELATORE INTERNO: GIORGIO GURIOLI


La poltroncina HARA


Giugno 2003, ISIA di Faenza


“…e quando si ottiene l’equilibrio di una forma che si autosostiene, che non ha bisogno di niente, che in sé stessa ha la sua struttura, ci si avvicina alla leggerezza della natura, nelle sue forme di una semplicità così complessa da essere tanto difficile da raggiungere…”


Questo più o meno diceva il professor Gurioli brandendo la spugna per doccia, con la lunga impugnatura verdina che tanto ricorda un sedano, da lui stesso disegnata anni fa, e naturalmente presente nella collezione dell’armadietto dell’aula 18, insieme al più illustre schiaccianoci, e anche a famosi pezzi dell’Alessi, altrettanto legati a questo stile organico e fitomorfo.


E’ sempre molto interessante quando Gurioli apre l’armadietto e inizia a raccontare dei suoi progetti, quel giorno poi era particolarmente ispirato, e raccontò anche la genesi dalla tanto ammirata Hara, nata nel suo garage da un cubo di poliuretano, scolpita asimmetrica dell'ineluttabile asimmetria umana, e così rimasta nella produzione in serie, semiartigianale: 13 stampi per ottenerla in vetroresina con tanta manodopera, vista la sua forma così particolare e naturale.


In effetti è difficile adattare forme ancestrali a tecnologie a loro successive, e spesso è il metodi di produzione a guidare la fisionomia di un oggetto. Una delle soluzioni per chi non vuole compromessi, sembrerebbe proprio la prototipazione rapida, uno dei cavalli di battaglia del professor Gurioli:


"Non ci sono limitazioni, se non quelle della fantasia di chi deve inventare le forme!"


e, aggiungerei, se non quelle tecniche di realizzare sul computer con la modellazione tridimensionale le forme che abbiamo in testa, ma il professor Gurioli è anche un ottimo modellatore: la persona ideale per seguire una tesi su questo argomento.


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