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vari materiali creati, come anche dispone di un tool ( room ) per poter cambiare l'engine con cui il materiale viene pre-visualizzato. La parte sicuramente più importante del Material Lab è il modulo Layers. Qui è possibile creare i materiali in Thea. Gli strumenti messi a disposizione sono tanti, ma la chiara disposizione e descrizione delle icone facilita molto il lavoro di creazione. Unico nel suo genere, questo modulo dispone di un grafico che rappresenta la stratificazione ( i layer ) del materiale che si sta creando. Questo aiuto visivo rende estremamente intuitivo il processo di elaborazione, tutti gli shader messi a disposizione da Thea dispongono di una rappresentazione grafica del loro comportamento “reale” e del relativo fenomeno fisico che producono. Se la creazione del materiale prevede l'uso di texture, Thea mette a disposizione il Texture Lab. Anche questo modulo è concepito per offrire la massima semplicità d'uso. Alla texture in uso per la creazione del materiale si possono applicare molteplici variazioni tramite il Tone Mapping, oppure combinare varie texture su uno stesso canale ( diffuse, specular, bump,etc.. ). E' altresi possibile usufruire della presenza di alcuni preset di texture procedurali, che facilitano la creazione di materiali dalle caratteristiche complesse.


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Uso delle texture procedurali sul canale diffuse e displacement.


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Enviroment


Per poter scegliere le condizioni luminose della scena, il modulo Enviroment offre la possibilità di optare tra due categorie o una loro combinazione. La prima adotta il modello del “ cielo fisico “ ( Physical Sky ), per mezzo del quale, il modello 3D viene illuminato con le condizioni presenti ad una data precisa ed a determinate coordinate ( Longitudine e Latitudine ). In questo campo sono presenti alcuni parametri che considerano anche la presenza di pulviscolo nell'aria, in maniera tale da rendere l'immagine finale il più fedele alle condizioni del luogo. La seconda condizione luminosa che può essere adottata per illuminare la scena, si basa sull'uso di sorgenti IBL ( image based lighting ). Queste sono immagini, che contengono informazioni relative alle condizioni luminose nel momento in cui è stato effettuato lo scatto fotografico. Più elevate saranno le informazioni presenti nell'header del file, più fedele sarà il rendering finale. Per tale motivo, le immagini che offrono il miglior responso in merito, sono quelle del tipo .hdr o .exr che per


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