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Viaggi La regione vanta la vetta più alta del continente e oltre tredici sorgenti di acque minerali GEOPHOTO
L’acqua caucasica in bottiglie made in Italy
Il 30 per cento degli stabilimenti d’imbottigliamento d’acqua minerale della regione si serve di macchinari e tecnologie italiane.
Il Caucaso, una vacanza sul tetto dell’Europa
Non è solo teatro di conflitti. È anche la terra del monte Elbrus e di decine di terme curative, meta di russi e turisti da tutto il mondo.
STEFANIA ZINI RUSSIA OGGI
Nella mente di un europeo, il ter- mine “Caucaso” viene involon- tariamente ma immediatamen- te associato a terrorismo, estre- mismo e guerra. Non a caso. Anche in tempo di pace, questa regione plurietnica è teatro di
banditismo e scontri tra clan. Tuttavia, il Caucaso non è solo vendette tra clan e rapimenti di promesse spose. Il Caucaso è anche la terra dell’Elbrus che, con i suoi 5.642 metri di altezza, è la vetta più alta del continente europeo, meta di sciatori e alpinisti, e di mi- gliaia di sorgenti di acque cura- tive ricche di solfati, calcio e ma- gnesio, che dissetano il popolo russo e ne curano gli acciacchi dai tempi degli zar. Come l’acqua di Narzan, “acqua
di vita”, o quella di Mineralnye Vody, a un paio d’ore di volo da Mosca, che tradotto in italiano signifi ca “Acque Minerali”. E an- cora Pjatigorsk, che significa “Cinque montagne”, Zhelezno- vodsk ossia “Acqua acetosa”, Ki- slovodsk che equivale ad “Acqua acida” ed Essentuki. Tutte citta- dine termali che fanno parte dell’ente “Acque minerali del Caucaso” che, fondato oltre 200 anni fa, conta oltre 100 sorgen- ti di 13 diverse acque minerali e vari tipi di fanghi curativi. Dopo una breve sosta a Pjati- gorsk e un’irrinunciabile passeg- giata lungo la Broadway locale (così gli abitanti del posto chia- mano la via centrale, la Prospet- tiva Kirov) raggiungiamo Kislo- vodsk, la nostra “Acqua acida”
IL CASO Le serre Lucchini-Agrokom
Una catena di produzione
In Russia, nella maggior parte dei supermercati, dei bar e dei ristoranti acquistare una botti- glia di acqua minerale italiana non è certo un problema. In Italia, invece, poter assaggia- re le acque minerali curative del Caucaso Narzan, Essentuki No. 4 o No. 17, o l’acqua Slavjano- vskaya è a dir poco raro. Sembra una contraddizione, perché gli italiani contribuisco- no in modo attivo a imbotti- gliare e confezionare l’acqua che scaturisce dalle sorgenti lo- cali.
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un tempo stazione termale del Kgb, oggi meta di russi e turisti da tutto il mondo. Presso la lo- cale stazione termale dal nome vivifi cante di Luch - in italiano “raggio” - è possibile immerger- si nel regime di vita tipico di que- sti centri curativi russi: sveglia di buon mattino, cure termali, tre pasti al giorno e a letto pre- sto. Dopo cena, una passeggiata lungo il viale principale. Così per tre settimane. Il costo? Ottocen- to euro, tutto incluso.
Pjatigorsk parla italiano Università Visita al centro di Lingua inaugurato un anno fa
L’Istituto si sta già preparando al 2011, anno della Russia in Italia e dell’Italia in Russia, con un fitto calendario di eventi tra cui mostre e festival.
Un negozio di abbigliamento ModaMilano, un ristorante Pa- lermo, la trattoria Il Gusto, un
bar Cappuccino... L’Italia a Pja- tigorsk è un po’ ovunque, ma soprattutto all’Università sta- tale di Lingue della città dove l’italiano si insegna ormai da cinque anni e dove un anno fa è stato inaugurato un centro di Lingua e cultura italiane. Importante per lo sviluppo del
Centro è stata la tenacia del ret- tore Aleksandr Gorbunov. «L’am- basciata italiana ci ha messo molto prima di prendere in con- siderazione il nostro progetto», spiega Gorbunov. «Grazie all’Istituto italiano di cultura di Mosca alla fi ne ci siamo riusci- ti». Tanti i progetti futuri. La co- L’Università di Pjatigorsk
Situato a circa 150 chilometri da Mineralnye Vody, il complesso di serre Agrokom nella regione è conosciuto da tutti. Costruite nel 2008, le serre occupano attual- mente 20 ettari di terreno; la so- cietà proprietaria è locale, mentre gli impianti sono stati acquistati in gran parte in Italia presso Luc- chini e Acotec. «L’investimento è stato dell’ordine di 40 milioni di euro, ma la decisione di servir- si di tecnologia straniera è stata presa fin dall’inizio», spiega il di- rettore generale Rezuan Zaifov. La serra più grande della repub-
blica Cabardino-Balcaria lo scorso hanno ha prodotto 4.300 tonnel- late di pomodori e 2.300 tonnel- late di cetrioli. «Ma possiamo fare di più — assicura il direttore — dobbiamo ancora prendere confi- denza con la nuova tecnologia». La produzione viene inviata a Mosca, San Pietroburgo e in Sibe- ria. «Il mercato locale è più che saturo. Tutti qui coltivano e ven- dono cetrioli e pomodori. E chi si lamenta che roviniamo il mercato con un prodotto migliore a prez- zi troppo bassi, lo dice solo per invidia».
operazione con Università ita- liane e l’interscambio di studen- ti sono i principali obiettivi. «Ab- biamo studenti da ben 26 Paesi. Gli italiani per ora mancano», spiega il rettore. Per l’imminen- te 2011, anno della Russia in Ita- lia e dell’Italia in Russia, si pre- vede un fi tto calendario di even- ti, tra cui mostre fotografi che e un festival del cinema. «Potrem- mo organizzare un tour per gli operatori turistici italiani. Dob- biamo far conoscere la nostra regione».
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La società italiana Sacmi for- nisce nel Caucaso le linee pro- duttive per l’imbottigliamento dell’acqua minerale dal 2004. In un piccolo paesino, a metà strada tra Pjatigorsk ed Essen- tuki, di recente è stata aperta una fabbrica. Il proprietario russo ha acqui- stato il pozzo d’acqua a quattro chilometri dall’azienda. Al mo- mento della scelta della linea di produzione, ha preferito la tecnologia italiana a quella of- ferta da un produttore di San Pietroburgo. Il rapporto quali- tà-prezzo garantito dagli italia- ni gli è sembrato ottimale. Ai non specialisti del settore la capacità produttiva della linea pare impressionante: diecimi- la bottiglie di plastica all’ora; a breve, poi, entrerà in funzio- ne una seconda linea che per- metterà di imbottigliare otto- mila bottiglie di vetro all’ora. Questa è solo una, e nemmeno tra le più grandi, delle 60 fab- briche di imbottigliamento di acqua minerale della regione. Di queste, ben il 30 per cento si serve di macchinari e tecno- logia made in Italy, anche nell’ambito della depurazione dell’acqua.
SZ
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