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Cultura INTERVISTA CON IURIJ LEPSKII


Guardare Venezia con gli occhi di Brodskij


Il giornalista della “Rossiyskaya Gazeta” racconta l’amore del poeta scomparso per il capoluogo veneto. “Gli ricordava l’amata Leningrado da cui era stato esiliato”.


Il volume Sulle tracce di Brod- skij uscito nel 60° anniversario della nascita del poeta non è né un saggio né una biografi a. Si potrebbe dire che è un libro su Venezia, città amatissima da Brodskij, o meglio su una Vene- zia inedita. Quella dei luoghi prediletti dal poeta. Ce ne parla il suo autore, Iurij Lepskij, gior- nalista della Rossiyskaya Ga- zeta.


Lepskij, come è nata la sua pas- sione per Brodskij? Dalla passione per Venezia. Una volta raccontavo del mio enne- simo viaggio a Venezia quando un amico mi risponde: «Quel che dici è un pallido rifl esso di ciò che dice Brodskij di Venezia nelle sue conversazioni con So- lomon Volkov». Comprai subi- to il libro. Nello stesso periodo apparvero in edizione russa i saggi di Brodskij. Lessi Fonda- menta degli Incurabili e volli tornare a Venezia per vedere con i miei occhi ciò che Brodskij aveva scritto. Passai un intero giorno alla ricerca della via evo- cata nel saggio omonimo.


ELENA SHAGIEVA_CARGOCOLLECTIVE.COM/LENASHAGIEVA (2)


L’esule Gorkij che trasformò Capri in un’isola socialista


Scrittori e menti raffinate del socialismo s’incontravano quotidianamente nella sua villa per discettare di rivoluzione e letteratura.


Sarebbe dovuto rimanere due mesi: vi restò sette anni. Perché come tutti ne subì il fascino, ma anche perché l’Italia fu per Ma- ksim Gorkij rifugio dalle intem- peranze politiche. Terra d’esilio, anzi di un doppio esilio: dal go- verno zarista prima, dai soviet poi. E la sua condizione di dis- sidente non fece che accrescere l’aura di rispetto di cui godeva presso gli italiani, sia come scrit- tore che come simbolo della lotta dell’intelligencia contro il regi- me assolutista. Tanto che quan- do sbarcò a Napoli, il 27 otto- bre 1906, tale fu il clamore per il suo arrivo e l’assedio di gior- nalisti e ammiratori, che lo scrit- tore scappò a Capri. Con la sua permanenza, sull’iso- la si creò una sorta di colonia russa. Scrittori e menti raffina- te del socialismo s’incontrava- no quotidianamente nella villa di Gorkij per discettare di rivo- luzione e letteratura. Un fer- mento che per ben due volte spinse un preoccupato Lenin a recarsi nel Golfo di Napoli per incontrare il drammaturgo im- pegnato.


Oltre che con politica e lavoro (la stesura, tra le altre opere, de La madre), il padre del reali- smo socialista occupava il suo tempo a Capri con un gauden- te riposo. Amava sostare in una trattoria per gustare vino loca- le o commuoversi di fronte agli isolani che ballavano la taran- tella. La nostalgia per la Russia però non tardò ad affiorare e quando nel 1913 lo zar decretò un’amnistia, Gorkij vi fece ri- torno. Rivide l’Italia nel 1921: in fuga ora dalle persecuzioni leniniste e in cerca di un clima più favorevole per la sua tuber-


Amava gustare i vini locali nelle trattorie e si commuoveva di fronte agli isolani che ballavano la tarantella


colosi, si stabilì a Sorrento. E quando nel 1931 rimise defi ni- tivamente piede in terra russa fu alla terra del suo esilio che rivolse gli ultimi pensieri: «In Unione Sovietica - ricordò di Gorkij il medico ingiustamente condannato per averlo ucciso - non aveva più aria per respira- re, aspirava appassionatamente a tornare in Italia».


AV Il poeta Josif Brodskij in gondola per i canali di Venezia


Come andò? Acquistai una mappa della città, ma non trovai nulla. Decisi al- lora di ripercorrere i passi di Josif: dal ponte dell’Accademia arrivai a un canale deserto, dove una volta si trovava la pensio- ne Accademia, il primo rifugio veneziano di Brodskij, e poi al quartiere dove, secondo la mia opinione, viveva Olga Rudge, vedova del poeta Ezra Pound. Da lì voltai a sinistra e dopo due minuti mi trovai a tre passi dal ponte da dove era iniziata


vuto alla presenza di un ospe- dale dove nel Medioevo erano destinati i malati terminali con- tagiati dalla peste. Quando l’epi- demia scomparve, i sopravvis- suti di Venezia decisero di co- struire a ricordo degli scompar- si Santa Maria della Salute e ribattezzarono il lungofiume degli Incurabili “Fondamenta Zattere”. È stato l’ex sindaco Massimo Cacciari a restituirgli il suo nome originario.


NAZIONALITÀ: RUSSA PROFESSIONE: GIORNALISTA RESIDENZA: MOSCA


la mia ricerca. Il fi asco era com- pleto. Tuttavia, dopo aver pas- seggiato lungo via Garibaldi, m’imbattei in un negozio di an- tiquariato e trovai un’antica mappa di Venezia. In un ango- lo, al confi ne meridionale del quartiere Dorsoduro, dove la terra dell’isoletta confi na con lo stretto della Giudecca, era stato scritto con inchiostro nero: Fon- damenta degli Incurabili. Ecco, questo lungofi ume esiste! O in ogni caso esisteva in passato.


Perché è scomparso dalle mappe? Il nome del lungofi ume era do-


Petr Vajl


gio e mi avvicinai. Iniziammo a discutere di poesia antica. In tutte le compagnie dove compariva diventava subito chiara una cosa: era appena accaduto qualcosa di importante. Tale era la grandezza di quell’individuo” LO SCRITTORE AMICO DI JOSIF BROSKIJ


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Nessuno si decideva ad avvicinarlo e parlargli. Raccolsi tutto il mio corag-


Cosa amava Brodskij di Vene- zia? L’odore di alghe congelate, l’in- cresparsi dell’acqua nei canali, l’intricato groviglio di viuzze, ponti e ponticelli. Tutto ciò gli ricordava l’amata Leningrado di cui era stato crudelmente pri- vato. Non a caso scrisse che la felicità «è quando incontri ele- menti di cui tu stesso sei fatto e che si trovano allo stato libe- ro». Immaginate di venire di- sintegrati in atomi e dispersi nell’aria e di sentire che siete parte di quest’aria. È quel che provava Brodskij. A Venezia, in un certo senso, era entrato nel suo autoritratto.


L’intervista integrale su www.russiaoggi.it


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Nuove brillanti prospettive per i giovani autori russi


Una raccolta di racconti presenta ai lettori occidentali la nuova generazione di scrittori russi emancipata dai fantasmi del passato sovietico.


NORA FITZGERALD RUSSIA OGGI


Massimo Cacciari


pubblicato il suo meraviglioso saggio “Fondamenta degli In- curabili”. A mio avviso si tratta di eccellente letteratura. E in generale Brodskij rappresenta una parte essenziale della grande cultura russa” L’EX SINDACO DI VENEZIA


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Il rapporto di Brodskij con Venezia è sempre stato molto agitato. Qui è stato


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Il profumo del coriandolo fre- sco e la corsa precipitosa del pollame, il calore opprimente di un bazar e le montagnole di sab- bia per progetti edilizi che non saranno mai portati a termine. Le ragazze indossano l’hijab, gli uomini le pistole e vanno in giro su automobili straniere. Siamo a Makhachkala, capitale della repubblica russa caucasica del Dagestan, scenario di Salam, Dalgat (Ciao, Dalgat), uno dei racconti brevi della raccolta Squaring the Circle (La quadra- tura del cerchio), pubblicata dalla casa editrice russa Glas, che introduce al pubblico an- glofono gli scrittori russi nati ai tempi della perestrojka o su- bito dopo. «Scrittori che non de- vono combattere con i fantasmi del passato sovietico», spiega Natasha Perova, direttrice di Glas. Il racconto offre uno spaccato della generazione di giovani da- ghestani che vivono sul fi lo del rasoio in una regione devasta- ta dalla violenza dove la soprav- vivenza dipende quasi sempre dall’abilità di sottrarsi al desti- no peggiore: criminali, delin- quenti, polizia, prostitute o l’Imam e i suoi seguaci che isti- gano alla jihad violenta. Il rac- conto, scritto da Alisa Ganieva, 25 anni, nata a Makhachkala, ha vinto nel 2009 il “Debut Prize”, il premio letterario russo dedicato ai giovani esordienti. L’autrice ha fi rmato il suo rac- conto con lo pseudonimo di Gulla Khirachev: Gulla è un an- tico nome di lingua avar che si- gnifi ca “proiettile” e Khirachev è il cognome di un giovane uomo. «Dopo aver svelato la mia identità alcuni si sono offesi - racconta Ganieva, che ora vive a Mosca - hanno creduto che io li avessi ingannati. La maggior parte dei miei concittadini ha criticato il mio racconto, accu- sandomi di lavare i panni spor- chi in pubblico».


Il Debut Prize La raccolta Squaring the Circle comprende storie scritte da 12 giovani scrittori russi di talen- to. Il titolo appare forse una scel- ta bizzarra per comprenderli tutti, a meno di non considerar- lo in senso ironico. La forza espressiva di questa raccolta sta tutta nella diversità dei testi. «Il Debut Prize è l’unico dedicato ai giovani», spiega Perova, ac- canita sostenitrice e patrocina- trice dei romanzi russi. Fino a 50mita scrittori concorrono al Premio fi nanziato da un’asso- ciazione benefi ca medica. Quest’anno i vincitori sono stati presentati anche al pubblico straniero, poiché la raccolta è stata tradotta in inglese e cine- se e verrà tradotta anche in ita- liano, francese, tedesco, spagno- lo e giapponese entro il 2011. L’idea che questi scrittori siano emancipati dai fantasmi sovie- tici è vera soltanto in parte. La loro scrittura è fresca sì e ben rifl ette lo scombussolamento so- ciale di questo momento stori- co, ma non è mai leggera o in- consapevole.


KIRILL LAGUTKO


ARCHIVIO PERSONALE


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