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Dunque, che abbiamo davanti a noi? Noi abbiamo la prima crocifissione, nel posto


più santo e davanti al popolo più religioso, la morte più vergognosa della Persona più preziosa. Oh, quale contraddizione! Quale abominazione! “Essi”: i giudei, gli adoratori. Pensate dunque: sono gli adoratori stessi che metteranno a morte Quello stesso che pretendono di adorare! Potete immaginare una cosa simile? Che degli uomini intelligenti abbiano potuto fare questo; dei preti, dei dottori, gente istruita di padre in figlio e che doveva discendere da una certa stirpe, da una certa tribù, per essere ammesso a questo titolo o accedere al sacerdozio. Gesù diceva di loro: “Di dentro, voi siete ripieni di ossa di morti”.


Se su questo punto c’è qualcuno contro il quale potrei portare un’accusa sono


quelli che, benché sappiano che questa Parola è la Verità, fanno dei compromessi al solo fine di farsi valere in seno ad una organizzazione. Notate bene. “Essi” erano gli adoratori, quelli che ricercavano la promessa e che, per degli anni e per secoli, non facevano altro che tenere dei seminari, ma dissecarono (togliere la parte essenziale - n.d.t.) e adattarono tanto e così bene questa Parola, secondo l’insegnamento di questi seminari, che finirono per passare accanto alla Sua verità essenziale. “Essi”: i preti, i predicatori di quel tempo. “Là”: al loro quartier generale, mettevano a morte Dio stesso, l’Agnello stesso! Mettevano a morte Colui che pretendevano di adorare!


E, oggi, io accuso questa schiera di predicatori consacrati! Io li accuso di


crocifiggere con i loro credi e la loro denominazione l’Iddio stesso che pretendono di amare e servire. Accuso questi predicatori nel nome del Signore Gesù, a causa delle loro dottrine che pretendono che il tempo dei miracoli è finito e che il battesimo per immersione nel nome del Signore Gesù Cristo non è giusto, né sufficiente. A causa di ognuna delle parole alle quali hanno sostituito dei credi, io li dichiaro COLPEVOLI; il Sangue di Gesù Cristo è sulle loro mani ed io li accuso di crocefiggere il Signore Gesù per la seconda volta.


Continuano a crocefiggere Cristo, privando il popolo di quello che essi dovrebbero


portargli e sostituendolo con dei credi di chiesa con i quali essi acquistano popolari- tà. E queste persone allontanano quelli che vorrebbero avvicinarsi a Dio. Se qualcosa di insolito si produce in seno all’assemblea, essi la condannano dall’alto del pulpito dicendo: “É del fanatismo. Restate fuori da tutto questo!”. Facendo questo, essi crocifiggono Gesù Cristo in quest’anno 1963 e sono tanto colpevoli quanto quelli che Lo crocifissero la prima volta. É una terribile constatazione, ma è la verità.


Una volta, ho letto un libro intitolato “Un principe della casa di Davide”. Era scritto


dal dottor Ingraham. É un libro meraviglioso, un dramma. Si suppone che è una storia in parte vera; è stata tratta da alcuni vecchi manoscritti presi da una donna


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