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| SAN BAO


E’ tempo di Crisi….Ben Venga!


La Crisi fa bene! Qualunque essa sia: la Crisi eco­ nomica, la crisi politica, la crisi di valori, la crisi lavorativa, la crisi interiore (si consideri che il termine crisi è di uso comune: si usa spesso dire “sono in crisi” per indicare una situazione diffi­ cile).


La crisi ha sempre accompagnato l’uomo nel suo essere in crescita, appartenendo alla natura stessa dell’uomo ed è per questo che rappre­ senta una delle regole auree più importanti delle Arti Marziali: Distruggere e Ricostruire!


Nelle Arti Marziali noi lo facciamo di continuo: apprendiamo qualcosa (una tecnica, una forma, una movenza) e poi, dopo averla allenata e pra­ ticata per mesi ed anni, siamo costretti ad abbattere la forma, la mente, per poterla e doverla ri­costruire di nuovo, da capo ma….in modo nuovo, diverso, forse più puro e profon­ do, attraverso un procedimento senza fine, come giorno e notte, morte e rinascita.


Crisi indica proprio questo processo, anche se oggi il termine è abusato ed utilizzato nelle più svariate maniere, la sua etimologia è chiara.


CRISI: dal greco KRISIS, ovvero che tiene a KRINO, che tiene separato, “momento che separa una maniera di essere da un’altra diffe­ rente”.


E’ interessante anche il senso medico/patologi­ co, cosi definito: “subitaneo cambiamento in bene o in male nel corso di una malattia, che decide tra la guarigione o la morte”.


Quando c’è una Crisi quindi, la persona, il grup­ po, la collettività si deve far carico di un cambia­ mento; deve intraprendere un percorso intro­ spettivo con il quale si mette in discussione il precedente modo o modalità di comportamen­ to o di vita, per intraprenderne, semmai, un altro. Si dovrà separare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato; ciò che è stato vero fino a qual momento da ciò che non lo è più.


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Nell’idea di Crisi sono quindi incluse entrambi le possibilità: la nozione di problema e quella di superamento del problema. La Crisi è tale pro­ prio in quanto avviene questo passaggio di tran­ sizione, o come si usa dire (soprattutto in que­ sto momento storico) un Salto Quantico: nello scenario universale abbiamo un ventaglio di possibilità, che sono tutte vere e tutte contem­ poranee. Un evento (in fisica si dice: l’osserva­ tore o l’atto stesso di osservare) crea una singo­ larità, in cui ci si troverà a scegliere fra le tante differenti possibilità, o meglio in cui l’evento stesso decide quale delle innumerevoli possibi­ lità collasserà a seconda delle condizioni al con­ torno.


Quando avviene questo cambiamento, questo processo, che in Fisica delle particelle viene definito “Collasso della Funzione d’Onda”, avviene la manifestazione della realtà, o meglio di quella realtà che quel comportamento ha attivato e quindi realizzato.


La Crisi quindi racchiude in se il problema e la sua soluzione, facendoci notare l’unicità del tutto: ogni cosa è totale, unica, coerente; siamo noi a non vedere in modo giusto (e qui il Dalai Lama ci esorterebbe nella messa in pratica della Giusta Visione delle cose), ma come disse Albert Einstein circa mezzo secolo fa: “non puoi risolvere un problema con la stessa modalità di pensiero che lo ha generato”. Dobbiamo quindi essere disposti a cambiare modalità di pensiero, ad affrontare la nuova situazione in modo nuovo, pronti ad una ridefinizione.


Questo ci introduce ad un altro concetto impor­ tante: La Crisi non è la causa, la Crisi è l’effetto!


Non dovremmo dire “…a causa della crisi, il lavoro è diminuito o non si lavora più come una volta”, dovremmo dire: “l’attuale modo di con­ siderare il lavoro, ci ha portato ad un punto di svolta, ci ha portato in crisi” e quindi, allaccian­ doci alla definizione etimologica della parola, sta a noi decidere se vivere o morire.


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