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IL SUGGELLO DI DIO 14 Maggio 1954


Tabernacolo Branham Jeffersonville, Indiana, U.S.A.


1. Risveglio… giusto il tipo all’antica che solevamo avere molti anni fa, e ne siamo molto riconoscenti. E io apprezzo questo cantare extra, tutto il cantare, e questi in particolare. “Sono giunto all’ultimo miglio della strada mi riposo alla fine della giornata”. Ecco dove, forse, giusto sedendo qui, quando lo cantavano, guardai fuori e vidi il sole mentre tramonta; gli uccelli cantano lievi e teneri, tutto è quasi finito ora e se ne vanno a riposare, per risorgere domani mattina per un nuovo giorno.


2. E questo è il modo che c’è con la vita; i giorni laboriosi passano presto, e noi ci stendiamo sul nostro giaciglio. Quel giorno mi piace parlare con Lui, parlarGli semplicemente. Riunire i miei vestiti intorno a me, ed entrare nella camera.


3. Sapendo questo, come disse San Paolo in passato: “Io Lo conosco nella potenza della Sua risurrezione”. Affinché, quando Egli mi chiama fuori di mezzo ai morti, io sarò chiamato fuori con loro. “ConoscendoLo nella potenza della Sua risurrezione”. Non conoscendolo per parola o per i fatti, ma conoscendoLo nella potenza della Sua risurrezione. Questa sera è una delle nostre grandi


speranze, e la sola speranza che abbiamo, è nel... in quella grande risurrezione del nostro Signore Gesù; e ora noi abbiamo la nostra risurrezione preliminare, dalla morte alla Vita, con l’avere Vita eterna attraverso Gesù Cristo.


4. Tutta la natura aspetta, ed è in gloriosa attesa, fino a quel giorno quando Egli verrà per la seconda volta, dal cielo, il quale Dio manderà a tempo debito. E allora questi corpi mortali in cui ora noi gemiamo, rivestiranno immortalità, “E noi sarem o m utati e resi sim ili al Suo proprio corpo glorioso, perché Lo vedrem o com ’Egli è”. Allora il peccato e il dolore, il peccato e la morte di questo mondo di tenebra cesseranno, con Gesù in questo glorioso regno di mille anni di pace.


5. Gli uccelli sono in attesa di questo. Gli alberi sono in attesa di questo. Tutta la natura “è in travaglio” e “piange” aspettando quel tempo, gemendo per essere rivestita.


6. La mia bambina, poco fa, mi pose una domanda. Disse: “Papà, che aspetto aveva questa terra quando Dio l’ebbe finita?”


7. Dissi: “Era bella, cara, era bella”. E dissi: “Un certo giorno essa sarà di nuovo così, quando la maledizione sarà tolta. E allora noi... Essa sarà come era nel principio: un grande paradiso di Dio”.


8. Ora, dritto al lavoro! Stavo pensando ora, la prima sera... Questa è la terza sera del nostro piccolo risveglio. E non abbiamo avuto una campagna di guarigioni. Ciò è solo per riposare, solo per esprimere i nostri sentimenti, e insegnare il Vangelo alla maniera antica; lo stesso Vangelo che


ho insegnato qui tanti e tanti anni fa, non l’ho cambiato d’un pò. Questo è vero, proprio lo stesso


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