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Storia segreta di Montesacro di Luigi Cherubini


 L’EPOCA ROMANA Se si escludono un paio dimummie di uomo di Neandarthal rinvenute in un prato nell’ansa


dell’Aniene detto “il Sacco del Pastore”, la storia del quartiere inizia nel 494 a C. quando la Plebe, oppressa dal patriziato si ritira proprio sul “Monte Sacro”, una collinetta appartata dalla città posta al di là dell’Aniene (dove si trova l’odierna Città-Giardino)… E sembrava che più non dovesse tornare se l’oratore Menemio Agrippa non l’avesse convinta a rientrare sui propri passi con l’abile apologo riportato da Livio: come in un corpo umano le braccia non possono fare a meno dello stomaco, del cervello, del cuore e delle altre parti, altrimenti si indeboliscono, così in un organismo sociale gli uni non possono fare a meno degli altri. Quindi la Plebe, convinta a quanto pare dall’apologo (in realtà anche da qualcosa di più concreto, come l’istituzione dei tribuni della Plebe!) rinuncia alla secessione, ma ottiene per la prima volta diritti civili. Anzi, si può dire che la democrazia stessa sia nata in quella collinetta dell’Oltraniene a Montesacro, dove ora c’è un monumento romano, fuori ponte Vecchio. L’altro monumento fuori ponte Salario (sotto la torre medioevale) è dedicato a Mario e ricorda la feroce guerra civile tra Mario e Silla dell’82 a C. : quest’ultimo, rappresentante del patriziato, butta le ceneri del suo rivale (esponente dei democratici) sull’Aniene.


Su questa collina dell’Oltraniene ci sono le ville di Seneca, Ovidio, Marziale e … di Faonte,


liberto di Nerone. Si torna infatti a parlare di questo luogo, sempre come estremo “rifugio” suburbano, quando Nerone vi cerca un precario riparo nell’ultima fuga. Sono ricostruiti dallo storico Svetonio quegli ultimi convulsi momenti. Nerone ormai disperato, abbandonato da tutti, tenta di rifugiarsi nel Suburbanum del fedele Faonte lungo la via Patinaria (un diverticolo della Nomentana che coincide con l’odierna via delle Vigne Nuove)… Con lui pochi fedelissimi, tra cui il favorito Sporo, un bellissimo fanciullo che Nerone ha sposato in abito bianco da sposa, dopo averlo reso eunuco al termine di una farsesca cerimonia… Nella sua affannosa e sfortunata fuga sulla Nomentana, a Nerone si impenna il cavallo alla vista di un cadavere, gli cade la benda che lo cela e viene riconosciuto da qualcuno… Su di lui piomba una gragnola dimaledizioni … Alla fine arrivano alla villa a piedi, impolverati e sudati (i cavalli li lasciano in disparte, per prudenza) ma Nerone non riesce nemmeno a prendere un po’ di riposo… Viene individuato e raggiunto dai Pretoriani ed è costretto a darsi la morte cacciandosi un pugnale in gola. E’ l’otto giugno del 68 dopo Cristo.


 IL MEDIOEVO, L’ARRIVO DI NARSETE Il nostro quartiere ripiomba nell’oscurità e per tutto il medioevo la Nomentana diventa “la


via dove è morto Nerone”, una zona popolata da demoni… non a caso un monumento a podio lì vicino è chiamato la “Sedia del diavolo”…. finché se ne riparla all’epoca della guerra Gotica, data la sua importanza strategica… Giungono dalle sterminate pianure dell’Asia centrale le orde dei Goti e l’Aniene costituisce una sorta di barriera naturale, di protezione supplementare per chi arriva a Roma da Nord-Est ( protetta dalla cinta delle Mura Aureliane). I ponti sull’Aniene, da ponte Salario a ponte Nomentano fino a ponte Mammolo, costituiscono quindi importanti punti strategici.


Può sembrare curioso che il vincitore del lungo e spossante braccio di ferro tra Goti e Bizantini per il controllo dell’Italia sia il generale Narsete, un eunuco inviato a Roma da


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