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D – degrado – Dove fino a pochi anni fa regnavano sporcizia e miseria ora trovano spazio ateliers, ristoranti, gallerie d’arte, spazi verdi. Merito va all’attuale sindaco Bloomberg e alla sua capacità imprenditoriale: risanare, pulire, cambiare la destinazione d’uso, coinvolgere mecenati illuminati e i cittadini. Alla fine ex capannoni, fabbriche, stazioni dismesse, binari morti diventano luoghi di cultura e di svago. Se N.Y. si è posta il traguardo di raggiungere i 50 milioni di visitatori l’anno entro il 2015 il punto di partenza è proprio questo: una città sicura, pulita e continuamente creativa e aperta al futuro.


F – ferry –I water taxi collegano le sponde dell’Hudson e dell’East River ($4 alla tratta o $12 per viaggiare un intero giorno) utili per raggiungere Brooklyn, Queens e New Jersey al posto della metropolitana. Dalla punta meridionale di Manhattan – Battery park – parte il ferry (gratuito) per Staten Island che passando in fianco ad Ellis Island e alla Statua della Libertà, permette di godere uno splendido colpo d’occhio su Downtown. Una volta raggiunta l’isola, si torna indietro. Da vedere non c’è poi molto.


F – fumo – Bandito quasi ovunque. Nei ristoranti (anche all’aperto) nei parchi e spesso anche davanti a costruzioni di pregio: un cartello ne segnala il divieto. L’anima verde di N.Y. si vede anche in questo. Le sigarette poi costano $12 al pacchetto (gravano 3 tasse)…un buon motivo, anche economico, per lasciar perdere.


F – feste/festival – qualcosa succede sempre: avvenimenti sportivi, concerti, feste di strada. Il sito del comune di NY (www.nyc.gov) informa giorno per giorno sugli eventi in corso. Durante la mia permanenza si stava svolgendo l’Harlem week e N.Y Summer Street Festival.


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