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PROMEMORIA RIGUARDO LA DELIBERA 37/2006


(CORRIDOIO PER LA MOBILITA’DEL TRASPORTO PUBBLICO SU SEDE PROPRIA DESTINATO AD ACCOGLIERE IL TRAM SAXA RUBRA- CINECITTA’-LAURENTINA)


Il Programma per gli interventi sulla Mobilità PROIMO 2003 e la proposta del NPRG del


2003 avevano previsto la realizzazione di alcuni corridoi riservati al trasporto pubblico di superficie (14 linee) prevalentemente lungo la grande viabilità tangenziale in periferia. Tali corridoi dovevano consentire di utilizzare vettori di diversa natura (metro leggeri, tram, filobus, bus ecologici) a seconda della capacità richiesta dalla domanda.


In particolare, il Nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Roma confermava, tra


l’altro, la realizzazione di un unico grande corridoio della mobilità del trasporto collettivo in sede propria (concepito in due tronconi contraddistinti rispettivamente dalle sigle T3 e T4), dedicato al trasporto pubblico e destinato a collegare la parte nord della città con quella a sud, da Saxa Rubra all’EUR, passando per la Palmiro Togliatti e per Tor Carbone:


T3: "Saxa Rubra - Cinecittà" Saxa Rubra (Roma Nord) - Fidene (FR1) - Bufalotta - Serpentara (metro B1) - quartiere Vigne Nuove - Talenti (metro D) - Casal de' Pazzi - Ponte Mammolo (metro B) - Parco Aniene – Colli Aniene (metro C1) - Togliatti (FR2) - centralità Centocelle (metro C) - centralità Torre Spaccata - Subaugusta - Cinecittà (metro A)


T4: "Cinecittà - Laurentina Eur" Cinecittà (metro A) - Appia Antica - Tor Carbone - Vigna Murata - Laurentina Eur (metro B).


L’idea di questo corridoio era stata mutuata da una similare contenuta nella cosiddetta


“Cura del ferro” degli anni ’80, concretizzatasi prima nell’Agenda dei Trasporti Pubblici predisposta dall’Assessorato alla Mobilita (scheda n.26) del 19 aprile 1995 e poi in uno studio di fattibilità del Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma e della S.T.A., inserito nel documento “Attraverso Roma – Programmi e Strategie per la Mobilità” del 22 ottobre 1997 (Allegato 1)


Agli inizi del 2004 il Comune di Roma, per l’esattezza l’Assessorato alla mobilità, Di


Carlo, invece di progettare il previsto corridoio della mobilità elaborò un progetto per realizzare una semplice corsia preferenziale tra Cinecittà e Ponte Mammolo, restringe la carreggiata stradale esistente, con fermate ai bordi dello spartitraffico centrale e destinata a far transitare i normali ed inquinanti autobus a gasolio.


Il progetto, che prevedeva anche l’asfaltatura parziale dello spartitraffico centrale per


realizzare parcheggi ed una pista ciclabile, fu approvato e successivamente finanziato nel luglio, dello stesso 2004, senza essere mai stato presentato e sottoposto alla discussione e approvazione dei cittadini e dei municipi interessati .


Sempre senza attivare i necessari processi partecipativi, contemporaneamente nel giugno


del 2004 fu approvato il progetto preliminare, predisposto e presentato della Società ASTALDI, per realizzare il tunnel sotto il Parco dell’Appia Antica. Il tunnel, per l’utilizzo del quale sarebbe stato previsto il pagamento di un pedaggio, era riservato nel progetto unicamente alle auto private, senza che fosse previsto al suo interno una corsia riservata e protetta per il transito dei mezzi pubblici.


Contro quest’ultima decisone sia il WWF Lazio che Italia Nostra Sez. di Roma fecero


ricorso al TAR del Lazio. Il 19 novembre 2004 un’affollatissima assemblea pubblica, organizzata presso la Sala


Consiliare del X Municipio,, convocata da oltre 40 Comitati di quartiere ed Associazioni territoriali, espresse agli Assessori alla Mobilità e alle Periferie del Comune di Roma tutta l’insoddisfazione sia ai progetti che alle modalità seguite dall’Amministrazione Comunale per approvarli.


Nel corso dell’assemblea fu chiesta l’apertura di un tavolo partecipato per consentire una


valutazione comparata dei progetti proposti, e l’attuazione di uno studio di un progetto di una linea tranviaria.Gli Assessori Mario Di Carlo e Luigi Nieri, ambedue presenti alla manifestazione, respinsero pubblicamente ed all’unisono la proposta.


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