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Irpinia ed Irpini Rivista dell’Associazione Irpinia Nostra


storia, cultura, tradizioni, prodotti tipici ed attualità con rassegne economiche


Anno 5, Numero 1-4 GENNAIO-APRILE 2011


L’editoriale La lira nell’Unità d’Italia


di Andrea Massaro www.irpinia.biz/irpinianostra info@irpinia.biz di Donato Violante E


Monete italiane pre-unitarie ed unitarie. Da sinistra a destra, prima riga: 5 tornesi (1843), 1 tornese e mezzo (1844), 2 centesimi (1862), 2 centesimi (1900), seconda riga: 5 centesimi (1910), 5 lire (1930), 50 centesimi (1941), 10 lire (1950).


L


a nostra lira, dopo un onorato servizio di 140 anni è stata archiviata defi nitivamente a partire dal 28 febbraio


2002. In questi giorni di celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia appare utile ricordare l’antica moneta che ha tenuto unita la nazione per un secolo e mezzo. Se l’euro ha sancito l’unità europea, la stessa missione unifi catrice fu compiuta nel 1861 dalla lira. Da Torino, in data 17 luglio 1861, il primo Re dell’Italia, Vittorio Emanuele II, fi rmava il decreto n. 452 con il quale si stabiliva il ”corso legale della lira italiana, de’ suoi multipli e summultipli, e circa il corso ed il ragguaglio delle monete battute da’ cessati Governi delle provincie d’Italia”. Il decreto del ”Re Galantuomo” sull’introduzione della lira come moneta unica italiana era stato preceduto da una serie di disposizioni legislative in materia monetaria emanate dalle singole autorità delle varie province annesse allo stato sabaudo in precedenza, o nei primi giorni successivi all’annessione. Abbiamo così i decreti di Giuseppe Garibaldi, Prodittatore della Sicilia del 17 agosto 1860 e del 25 settembre successivo, Dittatore delle province meridionali. Nelle Marche vi provvide il Commissario Straordinario il 4 e 24 ottobre. I decreti del Commissario dell’Umbria sono del 30 settembre e del 10 novembre. La Giunta Centrale Provvisoria del Governo di Bologna aveva decretato il 28 giugno 1859, mentre il Consiglio dei Ministri della Toscana il 29 settembre dello stesso anno. La legislazione del Governo Estense in materia monetaria risaliva al 28 novembre 1823 e al 21 giugno 1833, mentre quello Parmense era datato 22 luglio 1819 e 27 dicembre 1829. Il decreto del Governatore della Lombardia era stato assunto il 5 luglio 1839. Gli editti dello stato Piemontese risalivano al 26 ottobre 1826 e 26 novembre 1842. Tali provvedimenti furono inglobati nel nuovo decreto, il quale stabiliva, all’articolo 1, il ”corso legale in tutte le provincie del Regno d’Italia” della lira italiana e dei ”suoi multipli e summultipli”. Il ragguaglio tra le varie monete in corso in quell’anno e la lira fu stabilito nella tariffa allegata al suddetto decreto del 17 luglio 1861 che attribuiva alle monete delle province siciliane e napoletane i seguenti valori: Ducato, lire 4,25; Piastra, lire 5,40; Mezza piastra,lire 2,55; Pezzo da 20 grana, ossia 2 carlini napoletani o 2 tarì siciliani, centesimi 85; Oncia di conto per la Sicilia, lire 12,75. La Romagna, l’Umbria e


Avellino - Via De Renzi (lato giardini di Piazza J. F. Kennedy)


Grottaminarda


Agricoltura, produzione, trasformazione, distribu- zione - Essere degni cittadini di popolo sovrano di Nunziante Minichiello


Civiltà contadina…De agricoltura…Rustica pro- genies semper villana fuit…Qui de terra natus de terra loquitur… Scuola rurale…Saper leg- gere e scrivere come un maestro, insegnante elementare, o come un prete, il massimo del- la conoscenza…Uno di campagna…Cenerento- la dell’economia … Zootecnia, male necessa- rio dell’agricoltura…Zappa abbandonata per vergogna e tradita senza ragione: alti e bas- si di una categoria, che, pur avendo conqui- stato e civilizzato il mondo allora conosciuto, non sapendosi adeguare ai tempi, cadde con l’Impero Romano e, come questo, non si è ri- presa più soprattutto in Italia, dove le accuse del produttore agricolo e dell’allevatore nei confronti degli industriali, dei commercianti e di chiunque a qualsiasi titolo si interessi di prodotti della terra non sono proprio nuove. ► continua a pagina 7


Avellino


Castello, quanto hai rischiato! di Donato Violante


Da lungo tempo, ormai, il restauro del Castel- lo di Avellino “segna il passo”, a causa degli enormi tagli effettuati nei confronti della Cul- tura, mentre, invece, le “forbici” andrebbero usate laddove evidenti ed innegabili sono gli sprechi e, perciò, più facilmente, realizzabili sarebbero i risparmi di spesa. Ma si sa, un popolo ignorante è molto più facilmente in- fl uenzabile, suggestionabile, quindi, gesti- bile ed “orientabile” di uno istruito! In cima a quella che, un millennio fa, era una colli- netta, di cui oggi si evidenziano solo alcuni banchi tufacei, sorge il Castello di Avellino, i cui ruderi, fi no a qualche anno fa malandatis- simi, da qualche tempo, sono stati in parte restaurati. Tuttavia, in attesa dell’interven- to defi nitivo, che si spera arrivi in tempo, la pulizia del sito ha esposto a diretto con- tatto degli agenti atmosferici parti rimaste “protette” per secoli da una spessa coltre di terra e detriti stratifi catisi nel tempo. Con rischi, ritengo, di possibili infi ltrazioni e con- seguenti cedimenti della struttura. Spero che i tecnici ci rassicurino in tema, ma il timore rimane. Non vi farò qui la storia del Castello, che soprattutto per quel che attiene alle sue fasi iniziali, rimane ancora incer- ta, ma qui vi voglio rendere edotti


► continua a pagina 3


ccoci nuovamente insieme, augurandoci che il nuovo anno porti tante novità positive, visto che i problemi non mancano. Questo


numero contiene diversi articoli di carattere storico, visto che la conoscenza del nostro passato è pre- supposto indispensabile per avere piena consape- volezza di cosa signifi ca essere “Irpini”. Tanti gli altri argomenti trattati, relativi a diversi Comuni dell’Irpi- nia. Come al solito, mi vedo costretto a scusarmi con i lettori di alcuni Comuni di cui non trattiamo e che ci inviano e-mail di protesta. La ragione l’ho già spiegata più volte: siamo disponibili a pubblicare ogni valido articolo che riguardi l’Irpinia o gli Irpini, ma ciò presuppone che un qualche interlocutore “si faccia vivo”! Pertanto, coloro i quali volessero far conoscere il proprio paese o aspetti particolari (es. storia, tradizioni, monumenti, castelli, chiese, edifi ci signorili, dialetto, gastronomia, ecc.), possono farci pervenire gli articoli all’indirizzo di posta elettroni- ca articoli@irpinia.biz . Aggiungiamo che siamo anche reperibili su facebook e che potete diventare nostri simpatizzanti su tale social network (rete so- ciale), semplicemente cliccando su “diventa fan”.


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Insieme


p e r v a l o r i z z a r e la nostra terra


Distribuzione gratuita


L’Associazione Irpinia Nostra Questo numero


Avellino 1-5, 4, 12 Bisaccia 13 Calitri 6


Castel Baronia 14


Castelvetere sul Calore 4 Grottaminrda 1-7 Ladcedonia 15 Lioni 11


Montecalvo Irpino 8-9, 11 Montella 9


Montevergine (Mercogliano) 6 San Martino Valle Caudina 4


Sant’Andrea di Conza 10 San Potito Ultra 11, 12


Sant’Angelo dei Lombardi 5


Solofra 3 Taurasi 5, 12 In evidenza:


Castello di Avellino Pag. 1-3


Avellino-Rocchetta S.A. Pag. 5 “Colori d’autunno” Pag. 10 SPECIALE


Dialetto irpino (Montecalvo )


Per la storia di Castel Baro- nia, Umberto Primavera


Pag. 14 L’indice completo è alla pagina seguente Pagg. 8-9


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