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Quello del Sele è proprio un gran bel circuito, breve ma intenso. Due chilometri di staccate, curve da raccordare e brevi rettilinei che permettono di migliorare la propria tecnica di guida sportiva. A tutto questo va aggiunto anche il fatto che siamo stati seguiti da veri e propri istruttori


professionisti come


Doctorone & Co. i quali ci hanno sapientemente “addestrato” su come affrontare ogni curva, ogni traiettoria nel migliore dei modi. A fine giornata quasi


(Max214), come è stato bello vedere lo stile di guida sempre più efficace d’Er Compare (Silvestro),


senza


parlare dei miglioramenti di un Valerio848. Bravo anche il nostro amico Geko che si è immolato sulla sua Zetina (Kawasaki Z750) in una guida sempre più veloce e fluida. Ma darò spazio nelle pagine a seguire per ognuno dei presenti.


tutti gli


Scoordinati presenti in pista hanno migliorato il proprio stile di guida, combattendo in alcuni casi quelle paure intrinseche che una pista può portare a livello psicologico. Ci sono stai momenti di gioia, misti a momenti di puro terrore, ma questo lo diremo più avanti, il tutto in una giornata in cui, sulla via del ritorno, ognuno di noi aveva nella mente tutti i progressi raggiunti.


E’ stato bello vedere le saponette grattuggiate del Presidente


Personalmente ritengo di essere soddisfatto a metà, nel senso che dopo appena 12 intensi giri Akira mi ha letteralmente gettato in aria all’uscita della curva Doctorone, fortunatamente niente di rotto, ma 20 giorni a letto per far assorbire l’ematoma sul fianco. Soddisfatto a metà perché un buon 50% ha fatto si che dopo solo pochi giri già riuscivo a trovare un ottimo feeling con la mia moto che, a detta di chi la conosce, non è proprio facile da portare al limite. L’altro 50%, negativo, è scaturito dal fatto che l’aver raggiunto e superato il mio limite e quello della moto ha dato come


risultante la caduta, o per meglio dire l’high side! Nelle prossime uscite con lo Scoordinati Racing Team dovrò necessariamente imparare ad uscire di più fuori dalla moto, questo per evitare angoli di piega esagerati, e tenere la moto leggermente più dritta in curva, il problema infatti è stato l’aver


toccato la pancia della


marmitta in piena piega con la conseguente perdita di grip della ruota posteriore che si è alzata leggermente da terra, dopodichè toccando di nuovo l’asfalto si è intraversata per poi gettarmi in aria stile Jorge Lorenzo, se a tutto questo si aggiunge il fatto che la Kawasaki ZX7R non possiede una gran luce sotto la carena, la risultante di toccare ogni cosa in curva è scontata! Ma adesso basta parlare di me, il fatto di esser stato per la maggior parte del tempo fermo nel Paddock mi ha permesso di osservare bene i miei compagni, quindi riporterò ogni mia osservazione nelle pagine a seguire.


continua


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