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Alla fine del primo turno, non a suo agio, rifiutò le gomme rendendole al mittente. Il nostro Palatiello presente alla scena ed alla continua ricerca di coperture adeguate per la sua Yamaha 350, pregò i vertici Dunlop affinché potessero concedergli le gomme anche se quest’ultime erano usate. Morale della favola Raffaele non solo ben figurò con quelle coperture appena scartare dal sig. Lucchinelli ma stilò anche tempi da capogiro.


Nel 78’ salì sulla Harley Davidson 350 usata l’anno precedente da Virgino Ferrari. A bordo di questa moto nei test invernali riuscì ad ottenere tempi inferiori alle Harley Davidson ufficiali dove correvano Walter Villa e Franco Uncini (pluri- iridati). Dopo aver lavorato sul motore insieme all’ing. Torrani furono invitati al Mugello dal Reparto Corse Harley Davidson per comparare le moto ufficiali con quella di Palatiello Quello che accadde fu a dir poco incredibile nel senso che la moto sviluppata dall’ing. Torrani e da Milizia


Francesco detto Uccio


(meccanico di fiducia di Palatiello) andava più forte delle ufficiali. I vertici dell’Harley vollero studiare presso la loro Sede di Schiranna lo sviluppo della moto. Raffaele si oppose in tutti i modi, ma il buon ing. Torrani si fece convincere perchè era sicuro che in seguito sarebbe potuta nascere una collaborazione che, come presumibile, non ci fu mai, rifiutandosi anche di dare ricambi nuovi per rimettere in sesto il motore per la prima gara del Campionato Italiano. Fu così che dovettero correre ai ripari adattando dei pistoni Yamaha su un motore Harley.


Tra il 1979 ed il 1980 fece ritorno alla vecchia Yamaha 350 lasciata tempo addietro, riuscendo almeno a


terminare i campionati iniziati con alterni traguardi. In


seguito fu ingaggiato dalla


Scuderia Adriatica di Forlì (Lugo di Romagna) disputando le prime 4 gare comprese le 2 in Italia del Mondiale. Purtroppo fu scaricato a metà stagione per far posto ad un pilota locale che aveva perso il contratto con un’altra Scuderia. Questo fa capire quali vantaggi abbiano sempre avuto i piloti del nord a discapito di quelli del sud.


Dopo queste innumerevoli e


fantastiche esperienze, Palatiello ritornò alla


sua vita privata


attorniato dagli amici di sempre che sempre lo hanno sostenuto.


Nell’82 a bordo di una Yamaha 500 la stessa con cui Kenny Roberts vinse il mondiale nel 78’,


riuscì a


partecipare al Campionato Italiano, Europeo e a 2 gare del Mondiale, in coppia con Guido Paci.


Come già accennato prima, spesso le trasferte erano autofinanziate, il che voleva dire che in mancanza di risultati si poteva rischiare veramente di rimanere a secco, per questo motivo Palatiello ama citare i pochi Sponsor che lo hanno aiutato nei suoi anni da Driver, come ad esempio: il Centro Diagnostico Pontino e Edil Programmi e Costruzioni.


Nel 2007 fece l’ennesima follia partecipando al Trofeo Triumph Italia a bordo di una 675 Daytona riuscendo ancora a dire la sua arrivando fra i primi 10, correndo in mezzo a tanti ragazzini che oggi sono impegnati nel Mondiale…


Oggi la vita di Palatiello è sempre circondata dai motori ed in particolar modo alla ricerca di nuovi talenti da


portare nell’olimpo delle corse a due ruote come ad esempio Giuseppe Fiorillo vincitore di un Campionato Europeo 250 Gp.


Inoltre Raffaele Palatiello è il Presidente del Motoclub Costa dei Saraceni ed assieme alla sempre fedele mano maestra del meccanico Uccio, sono tutt’oggi impegnati nella gestione di una Squadra Corse con le Aprilia 250 Gp dove coltivano nuove promesse di questo meraviglioso sport.


L’impegno profuso è sempre al massimo livello ed i risultati non sono tardati ad arrivare, portando a casa ben 3 titoli italiani in 5 anni.


Il nostro Raffaele spesso è presente al circuito di Battipaglia, dove è l’artefice, o il responsabile, delle gesta di Doctorone (Roberto Amich) in veste di Istruttore Federale.


Attualmente gestisce un’officina di Moto Plurimarche a Salerno in via Picenza, 18 Telefono 089/9438280, contatto


web: info@centromotosalerno.it


La storia a volte ha un fascino irresistibile…


Fine


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