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Il mondo dei motori regala sempre nuove e fortissime emozioni, come quella del 1° Novembre 2010, durante il Corso di Guida Sportiva presso il Battipaglia.


Raffaele che lentamente cominciò a raccontarmi in breve la sua carriera da pilota.


circuito del Sele a


Chi sta scrivendo questo articolo infatti, fu piacevolmente onorato di un incontro del tutto fortuito, scaturito proprio in quella giornata.


Dopo un High Side spaventoso fui portato al Pronto Soccorso di Battipaglia per accertamenti, anche se fortunatamente non avevo nulla di rotto. Da qui in poi comincia la magia, chi c’era alla guida dell’ auto che mi stava trasportando lentamente all’Ospedale?


Raffaele Palatiello (57) ex pilota del Mondiale anni 70’ ed inizi 80’!


Cominciai così a fargli domande su domande e vista la mia impossibilità di rientrare in pista per il Corso, fui piacevolmente preso dalle parole di


L’inizio dell’attività risale al 1971 con le allora famose Gare in Salita come ad esempio la San Cesareo - Montecompatri. Tra il 1972 ed il 1974 passò alle più sicure (si fa per dire) gare sui circuiti a bordo di una Ducati Desmo 450, unico italiano a bastonare i giapponesi nelle gare delle derivate di Serie.


Considerato da molti lo spauracchio di Vallelunga, riusciva a fare tempi sul giro incredibili, pur disponendo di una moto con cilindrata inferiore. Spesso e volentieri si contendeva le Pole Position con Tommaso Piccirilli suo antagonista dell’epoca.


Successivamente partecipò prima al Campionato Italiano e poi


cui vedevamo Giacomo al


Mondiale a bordo di una Yamaha 350 bimota. Per capirci l’epoca era quella in


Agostini a bordo della MV Agusta


350 e degli astri nascenti come Franco Uncini, Marco Lucchinelli, Graziano Rossi e Virgino Ferrari.


Palatiello faceva quindi parte alla categoria delle cosiddette nuove leve italiane del dopo Agostini. Ma erano comunque altri tempi, tempi in cui partecipare ad un week end di gare voleva dire l’esser costretto a fare una buona prestazione, altrimenti


non si


guadagnavano i soldi necessari per continuare o in alcuni casi i soldi indispensabili per tornare a casa. Tempi in cui per un treno di gomme si facevano carte false, come ad esempio durante il GP di Imola del 1977.


Durante le prove del Gp la Dunlop invitò Marco Lucchinelli a montare un treno di gomme, appunto Dunlop, al posto delle Michelin che lui usava tradizionalmente.


continua


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