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Numero 2 • Dicembre 201 0


Finirà, prima o poi, questa crisi. Gli eco- nomisti lo ripetono quasi fosse un man- tra. Un tormentone, questo, buono an- che per la pallanuoto: da anni il più lon- gevo tra gli sport di squadra olimpici ver- sa in uno stato di involuzione, incapace di chiamare a raccolta il grande pubblico e l’attenzione dei media. Secondo un ti- pico malcostume italiano, da più parti viene indicata una nuova strada che, pe- rò, nessuno decide di percorrere real- mente. E ogni anno, puntualmente, si riaccende il dibattito tra vari j’accuse e inflazionate richieste di tavole rotonde.


La crisi riguarda, sotto una moltitudine di aspetti, soprattutto l’Italia: l’inaspettato argento del Settebello agli Europei di Zagabria ha momentaneamente interrot- to un lungo digiuno - sette anni - di me- daglie che non ha certo reso giustizia alla radicata tradizione del Belpaese nella pallanuoto. La crisi di risultati rappre- senta, tuttavia, la celebre punta dell’ice- berg: le società, specie le più piccole, dispongono di sempre minori risorse, mezzi d’informazione e pubblico girano alla larga dalle piscine, spesso i giovani sono chiusi da presunti campioni stra- nieri e non riescono ad emergere. La sensazione è che manchi una program-


mazione nel lungo periodo e fioccano già numerose lamentele sulla decisione di ridurre le partite dei play-off e della finale scudetto dei campionati di A1. Ma anche altrove la situazione non è delle più rosee. Quali le cause? Quali le soluzioni?


Invasioni barbariche. La splendida im- presa compiuta a Zagabria dalla nazio- nale maschile ha, seppur parzialmente, arrestato il declino che stava attana- gliando la pallanuoto azzurra: era dal 2003 che il Settebello non poggiava piede su un podio. Eppure negli anni ‘90 la nazionale italiana era il terrore di tutte le piscine e faceva incetta di trofei. Poi un lungo periodo di buio, un succedersi di delusioni a cui nessuno sapeva dare una spiegazione. Frattanto ai Mondiali di Roma l’Italia padrona di casa finiva dietro a Romania, Australia e Canada.


Un cavallo di battaglia tornato più volte in auge è l’indice puntato sull’eccessiva presenza nel nostro campionato di gio- catori stranieri, rei di rubare spazio alle nuove leve. In realtà, pur entro limiti accettabili, la presenza di fuoriclasse provenienti dai paesi esteri reca effetti benefici. Perché dà lustro alla serie A1


PALLANUOTO - La crisi della pallanuoto


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