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Numero 2 • Dicembre 201 0


Che siano nazionali o club, poco importa. In campo femminile la pallanuoto euro- pea parla due sole lingue, russo e greco: in pochi mesi la sfida tra le due nazioni è stata triplice (finale di Coppa dei Cam- pioni, finale di Coppa LEN, finale degli Europei di Zagabria). Probabile che venga scritto un quarto capitolo con il rinnovato duello tra Vouliagmeni e Kinef Kiriši, finaliste un anno fa a Corfù. Un’e- dizione, quella al via a gennaio, che par- tirà zoppa: si sono iscritte solamente tredici squadre, tre in meno rispetto ad un anno fa. Difficile, allo stato attuale, indicare una possibile alternativa alle due corazzate (l’Olympiakos?). Le spe- ranze italiane sotto tutte riposte nell’O- rizzonte Catania, vincitore di sette delle ultime dodici edizioni della Coppa dei Campioni: dopo il trionfo datato 2008 le siciliane hanno abdicato in favore della formazione greca, ma, anche alla luce dei verdetti dei recenti Europei, appare difficile che la pallanuoto italiana possa tornare a guardare tutti dall’alto in basso.


Girone A. Primo posto all’Orizzonte. In tutti i sensi. Il settebello catanese già intravede la possibilità di chiudere in vetta la fase a gironi, alla luce del (bene- volo) sorteggio che ha destinato alle siciliane lo scontro con le spagnole del Sabadell e le tedesche del Bochum. Le iberiche, tuttavia, hanno messo a segno tre autentici colpi di mercato: dal Medi- terrani sono arrivate Jennifer Pareja, pi- chichi dello scorso campionato, e Laura Ester, portiere della nazionale, mentre


dall’Ungheria è approdata Gabriella Szűcs, giovane promessa della pallanuo- to magiara. Posto su un piano qualitati- vamente inferiore, il Bochum può far leva sull’ossatura della nazionale guidata da René Reimann: ben sei giocatrici, tra cui il portiere Hanna Hanholz ed il capi- tano Katrin Dierolf, hanno partecipato lo scorso settembre agli Europei di Zaga- bria, chiusi al penultimo posto. In casa Orizzonte, invece, le grandi novità sono le azzurre Aiello e Motta e la canadese - ma di passaporto italiano - Johanne Be- gin, centroboa che ha vinto due bronzi ai Mondiali. Dopo la scommessa vinta lo scorso anno con Garibotti, occhio alla meglio gioventù siciliana (Palmieri e Ric- ciardi).


Girone B. Altro gruppo nel quale le ge- rarchie appaiono già delineate. Il primo posto non dovrebbe sfuggire al Kinef Kiriši che proverà ad alzare la Coppa, sfuggita un anno fa solamente all’ultimo assalto. Non è azzardato paragonare la squadra sponsorizzata dal colosso della raffinazione del petrolio ad un’invincibile armata di sovietica memoria: dalla vete- rana Sof’ja Konuch alla micidiale Ol’ga Beljaeva, passando per Nadezda Glyzina ed Ekaterina Prokofjeva, sono presenti le principali protagoniste dell’oro europeo di Zagabria. E l’allenatore è lo stesso, Aleksandr Kabanov. Mediterrani e Bayer Uerdingen possono solamente acconten- tarsi del secondo posto: le campionesse nazionali spagnole, nonostante alcune dolorose partenze, sembrano favorite sulla formazione tedesca. Hanno lasciato


la Catalogna due giocatrici di prim’ordine come Ester e Pareja, ma sono rimaste Ona Meseguer e l’ex nazionale greca So- lanaki. Il Bayer, dal canto suo, punterà soprattutto su Bianca Ahrens e Claudia Blomenkamp, elette miglior portiere e miglior giocatrice alle ultime finali scu- detto. Dalla Germania si attende anche il prezioso contributo di Claudia Kern e Theresa Klein, di scena a Zagabria con la calottina della nazionale.


Girone C. Una greca (l’Olympiakos), una russa (lo Šturm 2002 Čehov) e una francese (l’Olympique Nizza): a meno di clamorose sorprese, saranno le prime due a staccare il biglietto per i quarti di finale. Resta da decidere chi, tra elle- niche ed ex sovietiche, vi arriverà da pri- ma classificata. L’Olympiakos un anno fa si è fermato alle semifinali e in campio- nato è stato sconfitto nella finale dei play-off: a rendere l’annata ancor più beffarda ha provveduto il successo in Coppa LEN delle nemiche dell’Ethnikos. Dalle parti del Pireo ci si attende una reazione d’orgoglio da parte delle bian- corosse, rafforzate dagli arrivi del portie- re della nazionale Maria Tsouri e delle straniere Craig (Stati Uniti) e van Bel- kum (Olanda). Lo Šturm, squadra di una cittadina alle porte di Mosca, due anni fa alzò la Coppa LEN. Oggi riparte dal piaz- zamento ai quarti di finale della scorsa stagione: agli Europei le varie Ivanova, Ryžova-Aleničeva e Tankeeva hanno da- to il loro apporto nella conquista dell’oro, se sapranno ripetere le stesse gesta la Final Four potrebbe essere un obiettivo


alla portata. E le francesi? Difficile che possano far strada: come per le altre squadre di terza fascia l’unica carta da giocarsi è quella del blocco che compone la spina dorsale della nazionale (nel caso delle transalpine l’esperta Ruyer, Her- nandez, Metay e la giovane Lefert).


Girone D. È l’unico gruppo a quattro squadre. Favorite d’obbligo le campio- nesse in carica del Vouliagmeni, senza rivali anche in patria: quando si ha un’autentica garanzia tra i pali (la spa- gnola Patricia del Soto, in procinto di prendere la cittadinanza sportiva elle- nica), un cecchino pressoché infallibile (Angeliki Gerolymou) e un centroboa devastante sui due metri (Alexandra Asimaki) arrivare in finale è l’obiettivo minimo. Il secondo posto sarà, con ogni probabilità, uno spareggio tra Fiorentina e Polar Bears Ede: le toscane, alle prese con una crisi economica, hanno perso elementi come Abbate, Cotti, Drávucz, Frassinetti e Gigli, mentre tra le olandesi rischia di pesare la differenza tecnica tra le tre nazionali - Hakhverdian, Nijhuis e Vermeer - ed il resto della squadra. Lo scorso anno, infine, il Nancy non andò oltre il turno preliminare e, almeno per quest’anno, il destino dovrebbe essere lo stesso: il movimento è in crescita e non mancano giocatrici come Gwendaëlle Acosta e Kim Medjani, che hanno alle spalle la partecipazione all’Europeo di Málaga. Ma tutto questo non sembra sufficiente per nutrire la speranza di passare il turno a discapito di due tra tre avversarie di ben altro spessore. SP


PALLANUOTO - Coppa dei Campioni femminile


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