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Numero 2 • Dicembre 201 0


Recco contro…Recco. L’invincibile armata ligure opposta alla sua squadra satellite in Croazia, il Primorje Rijeka del nuovo segretario della federazione nazionale Predrag Sloboda. Uno scenario plausibile per la finalissima di un’Eurolega sempre più simile al campionato italiano: negli ultimi cinque anni la Pro Recco ha ri- posto la coppa dalle grandi orecchie nella propria bacheca per tre volte, col- lezionando anche due secondi posti. Adesso mira a vincere il settimo trofeo della sua storia, in modo da eguagliare il primato del Mladost Zagabria, la cui ul- tima affermazione in Europa risale a quindici anni fa. Tutti a caccia di Tem- pesti e compagni, dunque. E, manco a dirlo, i candidati più autorevoli a rovi- nare gli ambiziosi piani del presidente recchelino Gabriele Volpi sono croati, montenegrini e serbi.


Girone A. Perfetta ed equilibrata rap- presentanza di Montenegro ed Ungheria, due grandi deluse agli ultimi Europei di Zagabria: per i balcanici scendono in ac- qua Primorac Kotor, finalista lo scorso anno, e Jadran Herceg Novi, campione nazionale e della Jadranska Liga, a gio- care sotto il tricolore magiaro saranno Szeged Beton e Vasas Budapest, vinci- trice dello scudetto. Il Primorac parte con i favori del pronostico: la squadra di Ranko Perović, pressoché la stessa che nel 2009 vinse la sua prima Eurolega, ha perso Gergely Kiss, passato proprio al Vasas, ma può pur sempre contare sulla pericolosità al tiro di Tony Azevedo e su un altro ungherese di esperienza come


Ádám Steinmetz. Tra le squadre dei suoi connazionali, la più attrezzata è il Vasas: a fronte delle partenze di Hosnyánszky e di Dániel e Dénes Varga figurano, alla voce “entrate”, il fuoriclasse croato Miho Bošković ed il sempreverde Gergely Kiss, mancino con buone doti anche da cen- troboa. Discorso a parte lo merita lo Ja- dran: tutta da verificare l’incidenza degli addii dei nazionali montenegrini Ivović, Jokić e Zloković sul rendimento della squadra. Possibile sorpresa lo Szeged allenato da Zoltán Kásás, la cui ossatura è costruita attorno a Tamás Molnár, al roccioso difensore rumeno Busila e al diciannovenne australiano Younger.


Girone B. Oltre che rafforzata anche as- sistita dalla buona sorte. Sulla carta pare che per la Pro Recco la vera Eurolega inizierà a partire dai quarti di finale: l’ur- na di Rijeka ha riservato ai liguri i mon- tenegrini del Budva, i serbi del Vojvodina Novi Sad ed i campioni di Russia dello Spartak Volgograd. Come dire: tra le squadre balcaniche, le più insidiose, so- no capitate quelle di terza fascia. A seguire Recco ai quarti potrebbe essere il Budva: i vicecampioni montenegrini possono contare su pilastri della nazio- nale di Petar Porobić – Jokić, Šefik e Vukčević – ed elementi di esperienza co- me Basić (ex Sori e Como), Trbojević e Zanetić. Una spanna sotto il Vojvodina, che ha confermato il giovane di belle speranze Vapenski, bronzo con la nazio- nale a Zagabria, e lo Spartak Volgograd dei senatori Balašov, Panfili e Stratan, nuovamente campione di Russia dopo


sei anni di digiuno. Tutto facile, dunque, per la Pro Recco che ha sì lasciato andar via Udovičić ma che, in compenso, si è assicurata Ivović, Felipe Perrone e Zlo- ković. E che punta senza mezzi termini ad aggiungere un’altra coppa, la più prestigiosa d’Europa, al suo palmares.


Girone C. C come Croazia: la nazione campione d’Europa potrebbe aggiudicar- si il terzo gruppo dell’Eurolega con il suo Mladost Zagabria. Il settebello della ca- pitale ha infatti messo a segno il vero colpo di mercato ingaggiando Vanja Udo- vičić, probabilmente il più forte giocatore in circolazione, strappato poi ad un diretta concorrente per l’alloro continen- tale. Il fuoriclasse serbo si aggiunge, co- sì, ai vari Hinić, Muslim e Pavić, oro agli Europei giocati, letteralmente, in casa. A contendere la vetta del girone sarà il Partizan Belgrado, giunto un anno fa alla Final Four di Napoli: se ne sono andati Gak, Gocić e Mirković, ottimamente rimpiazzati con Radovića e Chatzitheo- dorou, svincolatosi dall’Olympiakos dopo quindici anni di più che onorato servizio. L’ex nazionale greco, per uno scherzo del destino, ritroverà subito da avversari i vecchi compagni di squadra, alle prese con una pesante crisi finanziaria: saluto non senza lacrime anche Georgios Afrou- dakis, sono rimasti Christos Afroudakis, Delakas e Doskas. Troppo poco, però, per sperare di passare il turno. Obiettivo fuori della portata del Club Natació Bar- celona di Iñaki Aguilar, estremo difen- sore della nazionale spagnola, e di Iván Pérez, centroboa alla soglia dei qua-


rant’anni.


Girone D. Un bel derby croato quale spareggio per il primo posto del gruppo: Jug Dubrovnik e Primorje Rijeka sono le grandi favorite per la qualificazione ai quarti di finale. Il settebello dalmata, vincitore dell’ultimo scudetto, non ha stravolto un gruppo che negli ultimi anni ha sempre regalato grandi successi: fa certamente notizia la partenza di Miho Bošković, uno che aveva la calottina ros- soblù oramai tatuata sul capo, ma resta- no pur sempre Bušlje, Dobud, Joković, Ivan e Sandro Sukno. Ma la vera rivela- zione potrebbe essere il Primorje che nel secondo turno di qualificazione ha già impressionato: Sloboda ha portato a Fiu- me i fortissimi ungheresi Dániel e Dénes Varga, il bravo mancino spagnolo Xavi García e gli ex bresciani Jelača e Paškva- lin. Anzi, proprio la serie di colpi di mer- cato messi a segno dall’ex vicepre- sidente recchelino rischia di minare l’ormai collaudato duello in patria tra Jug e Mladost. Gli ungheresi dell’Eger prove- ranno a far da guastafeste, ma il compi- to è arduo: molto eterogeneo il gruppo tra nazionali magiari - il portiere Szécsi, il condottiero Biros, l’ex bambino prodi- gio Hosnyánszky, il possente Kis - e per- sino canadesi, come Feltham e Graham. E l’Atlétic Barceloneta? I volti nuovi sono il vecchio Aleksandr Čirić ed il croato Josip Vrlić. E non c’è più Xavi García, che tornerà subito da avversario in Catalo- gna. Curiosità per Francisco Molina Rios, centroboa classe 1993, fratello minore del ben più celebre Guillermo. SP


PALLANUOTO - Eurolega


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