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Fra il 2004 e il 2005, in seguito ai fallimenti di Ancona e Venezia,


fu


proposto l’azionariato popolare come soluzione, ma né in Adriatico né in laguna i tempi erano ancora maturi e si dovette attendere il secondo fallimento. Il primo tentativo riuscito di istituire un’organizzazione con lo scopo di far entrare i tifosi nella proprietà di una squadra risale al 18 dicembre 2008, protagonista la tifoseria del Modena. Fondamentale in questo senso fu la spinta del “pioniere” Andrea Gigliotti che promosse concretamente l’idea dell’azio- nariato a Modena, con la Cooperativa Azionariato Popolare Modena Sport Club e che in seguito ebbe anche un ruolo fondamentale nella creazione dell’Asso- ciazione Nazionale di Promozione dell’ Azionariato Popolare in Italia (ANPAPI), assieme a Walter Campanile di MyRoma e Carlo Guelfi di Insieme per il Pisa.


La semplice creazione della Cooperativa Azionariato Popolare Modena Sport Club


fu ovviamente solo il primo piccolo grande passo per la nascita dell’azio- nariato popolare a Modena. Dopo quasi due anni di vita la cooperativa dei tifosi modenesi conta oggi 157 soci, un numero forse al di sotto delle aspet- tative. Tuttavia l’azionariato modenese ha portato alla creazione di un capitale non solo economico ma anche umano pronto a contribuire alla gestione intellettuale della cooperativa, costituen- do anche un canale privilegiato di dialogo tanto con le istituzioni quanto con la proprietà. In questo biennio sono stati fatti ben tre tentativi per entrare in quota di minoranza (almeno l’1%) nella società Modena F.C. ma la risposta della proprietà è stata fino ad ora molto vaga e superficiale. Per il momento l’ingresso della cooperativa di tifosi nella società sembra essere rimandato quantomeno al gennaio 2011.


L’obiettivo espresso dai soci della cooperativa modenese è, se mai sarà


Numero 2 • Dicembre 201 0


possibile, quello di acquisire tutte le quote della società, accontentandosi però di cominciare con piccole per- centuali. In quanto cooperativa l’aziona- riato popolare modenese opererebbe senza scopo di lucro, mettendo al centro le esigenze dei suoi proprietari, ossia i tifosi. Sarebbe quindi molto più difficile incorrere in quei problemi finanziari che hanno contraddistinto il cammino del Modena calcio a seguito della retro- cessione dalla serie A.


Insomma, la molla che sembra rendere appetibile


l’opzione che dell’azionariato


popolare pare essere la crescente necessità dei tifosi di contare qualcosa nelle scelte del propri club. Non dimentichiamoci


la commer-


cializzazione del calcio negli ultimi venticinque anni ha portato ad una discrasia fra tifoso e concetto di tifoso. Le società pensano ai propri supporter in termini economici e di marketing, mentre gran parte dei tifosi (poco importa se organizzati o meno) tende a rifiutare questa logica. E se gli stadi sono stati ormai abbandonati dalle famiglie e i tifosi organizzati protestano contro un’operazione di marketing come la tessera del tifoso, vuol dire che esiste un bacino d’utenza potenziale.


Walter Campanile, promotore dell’azio- nariato popolare romano (MyRoma), l’ha capito. Nella capitale, sponda giallo- rossa, esistono infatti molte precondi- zioni per creare un’associazione di tifosi di successo e una società in linea con i parametri Uefa del fair play finanziario: società che opera (più per costrizione che per scelta) in pareggio di bilancio, società quotata in borsa, tifosi ap- passionati e assenza di un presidente monopolista. Certo ad essere pignoli mancherebbe lo stadio di proprietà, ma


quello si tratta di un problema cronico del calcio italiano.


MyRoma con entusiasmo e competenza appare il più strutturato fra i progetti esistenti. Nata ufficialmente il 27 maggio 2010 dopo un anno di studi preparatori MyRoma è un’associazione senza scopo di


lucro. Come per la cooperativa


modenese tutti i soldi sono investiti per gli associati e il sistema è democratico: una testa un voto, a prescindere dalla quota associativa versata. La fortuna dell’associazione capitolina rispetto a quella emiliana è che l’A.S. Roma è una società per azioni, il che consente a MyRoma di essere il primo trust di tifosi a possedere una quota di una società di calcio, anche se con una quota ancora risibile. In data 15 ottobre 2010 infatti l’azionariato popolare romano possedeva 6000


azioni, 0,0045%. l’equivalente dello


SPECIALE - PUBLIC COMPANY E AZIONARIATO POPOLARE


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