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cedette il terreno dello stadio di Plough Lane su cui venne costruito un supermercato. La stagione 1999-2000 fu quella del tracollo. A seguito delle dimissioni di Joe Kinnear per problemi di salute,


la squadra fu affidata al


disastroso allenatore norvegese Egil “Drillo” Olsen (attuale e storico alle- natore della nazionale norvegese). Il 14 maggio 2000,a dodici anni esatti dalla vittoria in FA Cup, il Wimbledon tornava in First Division; i problemi però erano tutt’altro che finiti.


del Parma, o del Chievo Verona. I “Dons” tuttavia dovettero fronteggiare innu- merevoli avversità come la decisione, nel 1992, di rinunciare allo stadio di Plough Lane, per spostarsi in quello economicamente più profittevole del Christal Palace, e la costante rinuncia ai giocatori migliori. Tuttavia, pur avendo il minor numero di tifosi della Premiership, si


tolsero innumerevoli soddisfazioni


grazie alla tenacia, al coraggio, alla forza d’animo e anche a un po’ di goliardia dei suoi giocatori,


caratteristiche che


divennero ben presto intrinseche nella identità del club.


Proprio questi attributi però vennero gradualmente meno nella seconda metà degli anni Novanta quando l’eccentrico presidente


Hamman iniziò


Mere questioni economiche portarono poi la coppia di imprenditori norvegesi a valutare con sempre maggior insistenza la cinica possibilità di trasferirsi a Milton Keynes, una “new town” nello Buckin- ghamshire fondata nel 1967 e distante 56 miglia (90 km) da Londra. Nonostante le innumerevoli proteste dei tifosi che ritenevano uno sfregio spostare il club in un’altra città, lontano dalla sua storia e della sua comunità, nell’estate del 2002, una commissione della Football Association diede il permesso di riallocare la squadra a Milton Keynes. Nonostante la sconfitta fra i tifosi del Wimbledon restava una certezza: “Se la squadra sarà spostata a Milton Keyens ripartiremo da zero”.


ad


allontanarsi dal club fino a venderlo, nel 1997, a due imprenditori norvegesi, Kjell Inge Røkke e Bjørn Rune Gjelsten. L’anno successivo la coppia scandinava


Impossibilitati a seguire settimanal- mente una squadra che, pur mante- nendo il nome Wimbledon, giocava a poco meno di cento chilometri di distanza, i tifosi uniti nella Wimbledon Independent Supporters Association, chiusero il capitolo delle proteste, concentrando tutte le loro energie per formare un nuovo club: l’Afc Wimbledon che si iscrisse per la stagione 2002-3 alla Combined Counties League, negli inferi del calcio inglese. Mentre il nuovo club sfidava piccoli club della periferia


Numero 2 • Dicembre 201 0


londinese il FC Wimbledon giocò due successive stagioni in prima divisione al National Hockey Stadium di Milton Keynes prima di rinominarsi, alla vigilia della stagione 2004-2005, Milton Keynes Dons.


Nonostante la continuità sportiva del FC Wimbledon sia rappresentata da Milton Keynes, il chairman dell’Afc Wimbledon Samuelson ha affermato orgoglio- samente in più occasioni che: “Benché ci sia chi vede l’Afc Wimbledon come un club completamente diverso dall’FC Wimbledon così come molti ritengono che Afc e FC Wimbledon siano lo stesso club noi riteniamo di esserne la naturale continuazione. Noi siamo le stesse persone e sono proprio le persone e i tifosi il cuore di una squadra di calcio; non i direttori, non gli allenatori, non i


giocatori, solo i tifosi. I tifosi sono qui e il Wimbledon è qui”.


Difficilmente infatti si potrebbero


spiegare le fortune del calcio a Wimbledon senza il contributo dei suoi tifosi. Il “The Dons Trust”,


l’orga-


nizzazione che per statuto detiene almeno il 75% dell’Afc Wimbledon, fu istituito in una domenica di febbraio dell’anno 2002 da 750 tifosi. Fin dall’inizio, benché le partite fossero contro dilettanti della domenica, il trust dei tifosi dell’Afc Wimbledon ha cercato di gestire il club nella maniera più professionista possibile. Il merchandising e le sponsorizzazioni sono sempre state superiori a quelli delle altre squadre pari livello e tutt’oggi sono talvolta superiori a quelli di certi club che giocano nella League. Tanto per fare alcuni esempi


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