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SPECIALE - PUBLIC COMPANY E AZIONARIATO POPOLARE


Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net delle loro rivendicazioni.


È stato però all’inizio del 2005, durante la scalata ostile sul pacchetto azionario del Manchester United da parte del


tycoon sportivo


statunitense Malcom Glazer, già padrone della squadra di football americano dei Tampa Bay Buccaneers, frattura


tra la


che la finanza


applicata al calcio ed i gruppi di


tifosi organizzati si è


scomposta irrimediabilmente. Con l’appoggio determinante dei prestiti della banca d’affari americana JP Morgan, in tre mesi Glazer ha annichilito la disperata resistenza della Shareholders


United,


principale trust dei piccoli


azionisti, fino il


tifosi a


conquistare, nel maggio 2005, la proprietà del più prestigioso club d’Inghilterra.


Le proteste di piazza e le minacce di boicottaggio degli


Manchester United sarebbero state necessarie almeno un miliardo di sterline.


Quindi, il governo laburista, schiacciato a sinistra dalla pressione dei tifosi che chiedevano più spazio, e a destra dai sostenitori del liberismo che conside- ravano l’autonomia del mercato finan- ziario come un dogma valido anche per il mondo del calcio, aveva dotato l’istituto del Supporters Direct di un’impronta decisamente asfittica. Infatti, non era potuto andare granché oltre la fornitura di consulenze tecnico legali nei confronti dei piccoli azionisti e un appoggio più velleitario che sostanziale nei confronti


abbonamenti da parte dei supporters, che hanno intravisto in questo acquisto speculativo


d’oltreoceano uno


svilimento della storia della loro squadra, non hanno tolto troppe ore di sonno al magnate della Florida, che, indebitandosi fino al collo, ha lanciato la sua controffensiva. Si è deciso ad ampliare la capacità dello stadio dell’Old Trafford, a lanciare una munifica campagna acquisti, e ad aumentare i prezzi dei biglietti, cambiando così il volto alla tifoseria del Manchester United. E siccome, nono- stante l’appoggio, sempre più appa- rente che reale, delle autorità di governo e dell’istituto del Supporters


La corsa verso la borsa delle società calcistiche britanniche non si è solo fermata negli ultimi anni, ma ha addirittura conosciuto un’inquietante inversione di tendenza verso il delisting, passando dalle ventisei quotate di fine anni novanta alle sei attuali. Tra le vittime più illustri spicca una squadra dal passato glorioso come il Leeds United, silurata dal London Stock Exchange nel 2004 con un titolo dal valore quasi azzerato, e retrocessa nel 2007 in Football League 1, la corrispondente inglese della nostra serie C1, come penalizzazione per i 35 milioni di sterline di debiti verso l’HMRC, l’inflessibile fisco


Numero 2 • Dicembre 201 0


Direct, le iniziative legali promosse dai tifosi non hanno avuto successo, questi si sono visti costretti ad alzare bandiera bianca. Nel rispetto delle loro radici hanno provato a rifondare la loro squadra, dando vita allo FC United, noto anche col nome di Red Rebels, finanziato con i soldi di 2.500 sostenitori, con una direzione nominata sulla base del principio di una quota, un voto, e dotato di uno statuto sinceramente egualitario. Ma nonostante la buona volontà, i buoni sentimenti dei fondatori, e il sostegno (sulla carta) bipartisan dei partiti laburista e conservatore, quello che avrebbe dovuto essere il nuovo Manchester United si trova ancora oggi impaludato nella North Premier League, la settima divisione del calcio inglese.


d’oltremanica. Tutto questo, con buona pace


degli sventurati azionisti. Infatti supporters il Leeds United, in


quanto public company, non aveva un forte “mecenate” alle spalle, disposto a ripianare le perdite di tasca propria, come era avvenuto, per esempio, nel caso di Roman Abramovich con il suo Chelsea nel 2009.


Nonostante le vistose operazioni


speculative che stanno flagellando il calcio britannico, i tifosi non si sono scoraggiati, e continuano a riunirsi in supporters’ trusts per cercare di contare maggiormente all’interno dei loro club. Esemplare è il caso degli Arsenal Supporters’ Trust, che cercano di fare da controcanto ai principali azionisti della squadra londinese: il magnate sportivo statunitense Stan Kroenke e l’altro magnate, in questo caso dell’acciaio, il russo Alisher Usmanov. Altrettanto interessante è poi quello dei Red Kni- ghts, un gruppo di tifosi del Manchester United, nonché maggiorenti della City, guidati dal manager di Goldman Sachs, Jim O’Neil, auto-presentatisi nei panni dei salvatori della patria di turno, contro il nemico americano.


Decisamente più incoraggiante è invece la condizione dell’azionariato popolare in Spagna, dove i più importanti club della Liga: Real Madrid, Barcellona e Athletic Bilbao, sono costituiti secondo il principio di: una quota, un voto. Non si deve


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