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Alexei EREMENKO 04/06 Lecce


Il sovietico emigrato in Finlandia alla caduta del Muro di Berlino sulle orme del padre calciatore innesca il tipico dubbio: talento inespresso (agli inizi fu addirittura considerato il nuovo Pavel Nedved) o bufala? Le due stagioni a Lecce non sono servite a sciogliere il nodo.


Roman EREMENKO 05/07 e 07/08 Udinese 07 Siena


Solo scampoli di partite nelle due squadre in bianconero sempre chiuso da giovani talenti più efficaci per il fratellino di Alexei.


Tore André FLO 03/05 Siena


Classico centravanti boa, non un grande cannoniere ma in grado di fare salire la squadra e aprire spazi per Chiesa e Ventola, contribuisce da par suo alle prime due stagioni in serie A della squadra senese.


Allan GAARDE 00/01 Udinese


Anche Pierpaolo Marino ogni tanto sbaglia: impressionato, in Coppa Uefa e in Intertoto, dall’altissimo centrocampista lo porta a gennaio a Udine dove Gigi De Canio impiega solo tre spezzoni di partita a capire l’inutilità dell’acquisto.


Henok GOITOM 04/07 Udinese


Nei suoi tre anni in Friuli oltre ad un grave infortunio al ginocchio, il gigante di origine eritrea ha messo insieme 7 minuti di gioco impreziositi da una rete contro l’Inter di Roberto Mancini


Emil HALLFREÐSSON 07/09 Reggina


Dalla terra dei geyser a Reggio Calabria il passo è lunghissimo, forse troppo; da il suo contributo nella Reggina assemblata da Ficcadenti e poi gestita da tante, troppe mani. Dopo un anno nella seconda divisione inglese,


Numero 2 • Dicembre 201 0


si batte ora con la maglia del Verona sui campi della Lega Pro.


Magnus HEDMAN 04 Ancona


Portiere titolare della nazionale svedese dal 1994 al 2004, arriva nella città dorica a gennaio quando la squadre è gà con un piede in serie B. Solo 3 gare giocate e il fallimento della squadra biancorossa lo convincono ad appendere i guanti al chiodo.


Thomas HELVEG 94/98 Udinese 98/03 Milan 03/04 Inter


Giunto ventitreenne a Udine e cresciuto nell'altalena tra A e B della squadra friulana, i suoi destini si incrociano con quelli di Alberto Zaccheroni e diventa colonna portante dello splendido 3-4-3 bianconero che fa sognare la stadio Friuli. Nell'estate del 1998 con Oliver Bierhoff si trasferisce a Milano dove ritrova Zac e contribuisce in modo determinante alla conquista dello scudetto. Per i giochi legati alle plusvalenze diventa nel 2000 di proprietà dell'Inter pur continuando a giocare in maglia rossonera; ormai chiuso da Gattuso e Ambrosini vive un'ultima stagione italiana in nerazzurro ancora alla corte di Alberto Zaccheroni.


Perparim HETEMAJ 09/ Brescia


Nato in Kosovo e naturalizzato finlandese ha giocato pochissimo in serie B lo scorso anno diventando titolare fisso delle rondinelle in serie A: le sue prestazioni ed una rete nello scontro diretto gli sono valse le attenzioni della Roma che potrebbe essere la sua metà già a gennaio.


Hans HOLMQVIST 88/90 Cesena


Un solo goal in Italia ma pesante, quello che abbatte il Milan stellare di Arrigo Sacchi allo Stadio Manuzzi nel gennaio del 1989.


Glenn HYSÉN 87/89 Fiorentina


Pupillo di Eriksson a Göteborg nei primi anni ’80, viene chiamato a Firenze dal tecnico svedese per disputare due stagioni nelle quali brilla più con la maglia della Nazionale che con la maglia dei gigliati.


Zlatan IBRAHIMOVIĆ 04/06 Juventus 06/09 Inter 10/ Milan


Svedese sui generis per la sua origine da padre bosniaco e madre croata nonostante la nascita a Rosengard, sobborgo di Malmoe, Ibra è il prototipo dell’attaccante del XXI secolo: fisicamente potente, dotato di una tecnica invidiabile nonostante lunghe leve e piedi fuori dal comune, eccezionale nel gioco acrobatico, accompagna alle sue doti sul campo da gioco la capacità mercantile di non sposare fino in fondo nessuna causa. Nel suo peregrinare tra Ajax, Juventus, Inter e Barcellona contribuisce in modo determinante alla conquista sul campo di otto campionati nazionali in nove stagioni (due gli saranno tolti per Calciopoli). Il modulo ‘palla a Ibra che risolve tutto’ ha funzionato a tutte le latitudini nelle noiose domeniche nelle quali il risultato non si sblocca. La sua tenden- za a presenze solo virtuali in molti appunta- menti importanti nelle Coppe europee unita ai cammini sfortunati in sede europea delle sue squadre gli ha, nonostante l’impressionante curriculum, attaccato addosso la fastidiosa etichetta di non vincente. Ma Zlatan scrolla le spalle e va oltre, verso la sua nuova casa.


CALCIO - Gli scandinavi nel Campionato italiano


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