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tunitensi possiamo sommariamente i- dentificarli come "anglosassoni", gli sviz- zeri chi sono? Potremmo chiederlo a Eu- gène Walaschek, nato a Mosca da padre ceco e madre svizzera, espatriato a Gi- nevra su un treno di rifugiati ed apolide fino al Mondiale del 1938 quando gli venne finalmente consegnato il passa- porto svizzero dopo 19 anni di resi- denza. Risulta chiaro come le nazioni siano da sempre in continua mutazione, politica e sociale, e le rappresentative ne siano naturale conseguenza. ***


Queste continue “migrazioni sportive” creano anche eclatanti casi-limite. Nel 2001 Owen Hargreaves mise fine ad una vera e propria guerra scoppiata tra varie federazioni per accaparrarsene i servigi. Il talentuoso mediano è nato a Calgary, in Canada, dall'inglese Colin Hargreaves,


calciatore dei Calgary Kickers, e dalla gallese Margaret. In quanto cittadino del Regno Unito nato fuori dal Paese e resi- dente in Germania da lungo tempo, oltre al nativo Canada sarebbe stato selezio- nabile dalle quattro home nations e dai tedeschi e, nonostante il grande interes- se dimostrato da questi ultimi e l'astio dei canadesi che non gli hanno mai per- donato la defezione, scelse di proseguire con l'Inghilterra dove già faceva parte dell'under 21. È diventato così il primo nazionale inglese a giocare in nazionale senza aver mai vissuto nel Regno Unito ed il secondo dopo Joe Baker (una buo- na stagione al Torino nel 1961-62) senza esperienze nel campionato inglese a qualsiasi livello. Altro caso-limite è quel- lo del cestita Joakim Noah dei Chicago Bulls, promessa finora poco mantenuta del draft del 2007. Il nonno Zacharie era un discreto calciatore camerunense della fine degli anni '50 che vinse la Coppa di Francia nel 1961 col Sedan, città nella quale la moglie Marie-Claire, un'inse- gnante francese, darà alla luce il futuro numero uno del Mondo ed hall of famer del tennis Yannick. Qui la faccenda si complica, poiché Yannick non si è mai fatto mancare le belle donne e dal primo dei suoi matrimoni, quello con Miss Sve- zia 1978 Cécilia Rodhe, nasce a New York City il nostro Joakim che si ritrova dunque a poter scegliere per la sua carriera internazionale nella pallacane- stro tra ben quattro nazioni di tre conti- nenti: Stati Uniti, Francia, Svezia e Ca- merun.


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Negli altri sport la situazione è ben più caotica che nel calcio. Basti pensare alla grande quantità di cestisti americani che acquisisce una nazionalità europea, spesso in circostanze poco chiare, per ottenere lo status di comunitario e co- struirsi una carriera a livello interna-


Numero 2 • Dicembre 201 0


zionale. Il caso più eclatante è quello di J.R. Holden, russo di Pittsburgh: il 20 ottobre del 2003 è diventato cittadino russo per decreto del presidente Vladi- mir Putin, così da aggirare le nuove re- gole della federazione russa studiate per mettere un freno agli stranieri, in parti- colare americani, nel campionato nazio- nale. Con la sua nuova nazionale è riu- scito ad infilare il canestro vincente all'EuroBasket del 2007 ed a giocare le


Olimpiadi del 2008. Similarmente il Mon- tenegro ha naturalizzato Omar Cook per rinforzare la nazionale, la Georgia Sham- mond Williams, la Bosnia-Erzegovina Henry Domercant, la Macedonia schiera Darius Washington, Ryan Stack, Jere- miah Massey, Marques Green e Bo McCalebb in attesa di David Moss, men- tre Earl Rowland e Ibrahim Jaaber sono di chiare origini bulgare. Insomma, tante piccole nazionali statunitensi sparse per


GORDON FLOOD


LO SPOGLIATOIO


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