This page contains a Flash digital edition of a book.
Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net IL DOPING: ABOLIRE O LEGALIZZARE? SPORT, POLITICA E SOCIETÀ “Il doping fa male”: chi oserebbe mai


contraddirlo? Tuttavia questa afferma- zione non è sufficiente per dipingere il quadro completo di un problema che non può essere semplicemente descritto usando i colori bianco e nero. Benché l’approccio manicheo che contrappone gli atleti “buoni” a quelli “cattivi” sia molto amato dalla stampa, data la facile comprensione, è necessario andare più a fondo ponendosi alcune domande basi- lari. Quali sono, ad esempio, le sostanze dannose per la salute? Quali favoriscono determinate prestazioni? Quali alterano i controlli? Purtroppo, per rispondere ade- guatamente a queste problematiche bi- sognerebbe essere specialisti della ma- teria. Ringraziando il contributo dei let- tori alla discussione lanciata sul nostro sito il 7 ottobre, proviamo comunque an- che noi a dare delle risposte.


Problema etico o di salute? A ben guardare, nonostante i sospetti decessi di alcuni ciclisti, velocisti o calciatori, la scienza non ha ancora trovato un nesso chiaro ed evidente fra il doping e queste morti controverse. Stando ai dati ufficiali il numero di morti “per doping” è davve- ro limitato. L’assenza di sufficienti prote- zioni, visite mediche distratte, o il tasso di violenza e pericolosità accettato in de- terminati sport hanno causato maggiori decessi rispetto a quelli provocati dal do- ping, eppure il pubblico continua a per- cepire il doping come una questione primaria.


Non che il doping non sia dannoso per la salute o che vada addirittura legalizzato, intendiamoci. Più che condivisibile, poi, è


la generale preoccupazione nei confronti della salute degli atleti espressa anche dai nostri lettori. Tuttavia, se la questio- ne salutistica fosse primaria nel rifiuto deciso del doping da parte della nostra società, anche problemi come la sicurez- za delle piste negli sport di velocità o l’attenuazione dei colpi negli sport più violenti sarebbero istanze altrettanto im- portanti. Ma non è così.


Senza per questo voler sottovalutare le conseguenze sulla salute degli atleti, con la consapevolezza che esso coinvolge anche questioni di legalità giuridica e di


criminalità organizzata, il cuore centrale del problema doping nell’opinione pub- blica è di natura etica, in quanto il do- ping “uccide” l’essenza stessa dello sport, la sua democraticità. La gente a- ma lo sport per la sua incertezza, oltre che per la sua competitività. La chiave del suo successo nella nostra società è che all’inizio di qualsiasi incontro o com- petizione ogni singolo atleta ha in pri- ncipio le stesse possibilità di sconfiggere l’avversario.


Le società democratiche non possono ac- cettare il doping, perché sarebbe come


assistere a una partita di calcio con una squadra composta da quindici giocatori contro una di sette. O ad una corsa di 100 metri in cui un atleta parte prima degli altri. Il termine stesso è diventato sinonimo di barare e viene ormai usato anche in contesti diversi da quello medi- co, come dimostrano i termini “doping tecnologico” (nel caso della presunta bici motorizzata di Cancellara) e “doping fi- nanziario” (nel caso degli squadroni di calcio costruiti su bilanci falsi).


Doping e società Oggigiorno il consu- mo di sostanze stupefacenti, poco im- porta se legali o illegali, è ampiamente diffuso: ne fanno uso l'artista per e- sprimersi meglio, l’operaio per essere all’altezza dei ritmi di produzione, lo studente per stare più a lungo sui libri o per svagarsi dopo le fatiche dello studio. Senza poi dimenticare quanti ricorrono all’aiuto farmaceutico per rispondere alle aspettative sulle proprie prestazioni ses- suali. Sarebbe dunque sorprendente se la categoria degli sportivi non fosse rappresentata in questa corsa collettiva verso l’alterazione delle prestazioni al fine di ottenere i risultati più disparati.


Un primo problema è che sembra essere stata fatta poca differenza per distin- guere fra droghe ricreative, legate alla vita privata dell’uomo-atleta e di droghe che invece danno un vantaggio nella competizione sportiva. L’immagine del- l’olimpionico Phelps che, dopo gli ori di Pechino, si rilassa e scherza con gli amici in piscina fumandosi uno spinello ha a che fare con la sfera privata, eppure la marijuana fa parte di quelle sostanze


Numero 2 • Dicembre 201 0


GIANNI PUGLISI


SPORT, POLITICA E SOCIETÀ


Page 1  |  Page 2  |  Page 3  |  Page 4  |  Page 5  |  Page 6  |  Page 7  |  Page 8  |  Page 9  |  Page 10  |  Page 11  |  Page 12  |  Page 13  |  Page 14  |  Page 15  |  Page 16  |  Page 17  |  Page 18  |  Page 19  |  Page 20  |  Page 21  |  Page 22  |  Page 23  |  Page 24  |  Page 25  |  Page 26  |  Page 27  |  Page 28  |  Page 29  |  Page 30  |  Page 31  |  Page 32  |  Page 33  |  Page 34  |  Page 35  |  Page 36  |  Page 37  |  Page 38  |  Page 39  |  Page 40  |  Page 41  |  Page 42  |  Page 43  |  Page 44  |  Page 45  |  Page 46  |  Page 47  |  Page 48  |  Page 49  |  Page 50  |  Page 51  |  Page 52  |  Page 53  |  Page 54  |  Page 55  |  Page 56  |  Page 57  |  Page 58  |  Page 59  |  Page 60  |  Page 61  |  Page 62  |  Page 63  |  Page 64  |  Page 65  |  Page 66  |  Page 67  |  Page 68  |  Page 69  |  Page 70  |  Page 71  |  Page 72  |  Page 73  |  Page 74  |  Page 75  |  Page 76  |  Page 77  |  Page 78  |  Page 79  |  Page 80  |  Page 81  |  Page 82  |  Page 83  |  Page 84  |  Page 85  |  Page 86  |  Page 87  |  Page 88  |  Page 89  |  Page 90  |  Page 91  |  Page 92  |  Page 93  |  Page 94  |  Page 95  |  Page 96  |  Page 97  |  Page 98  |  Page 99  |  Page 100  |  Page 101  |  Page 102  |  Page 103  |  Page 104  |  Page 105  |  Page 106  |  Page 107  |  Page 108  |  Page 109  |  Page 110  |  Page 111  |  Page 112  |  Page 113