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Giusto, parliamo di hockey giocato. Come le è parso quest’inizio? Non le sembra un film già visto? «In effetti, dalla fuga del Valpusteria e alla crisi del Cortina le similitudini con la scorsa stagione sono più di una. Non dimentichiamoci, poi, dell’Alleghe e del Fassa che ormai da qualche anno fatica- no a emergere dai bassifondi della clas- sifica.»


La sua favorita? «Ne dico quattro: l'Asiago che, nono- stante la partenza soft, resta la società campione in carica, il Valpusteria di Mair primo in classifica, il Renon che ha già vinto la Supercoppa italiana ed il nuovo Bolzano targato Insam. Tutto dipenderà da come si svilupperà il mercato alla vi- gilia del playoff: lo scorso anno fu deci- sivo.»


Una risposta un po’ diplomatica. «D’accordo. Allora dico Renon. Perché ha due giocatori di categoria superiore co- me Cloutier e Tudin ma soprattutto un parco di talenti locali di tutto rispetto. Se la società avrà la forza di investire con oculatezza prima dei playoff potrebbe essere l’anno giusto.»


Le outsider? «Per il momento la grande sorpresa è il Valpellice dei fratelli Aquino che si è sve- stita in appena un campionato dei panni di matricola.»


E in A2? «Vipiteno in pole position. Poi l’Appiano, nonostante l’inizio difficile. Vedo bene anche l’Egna che ha appena inaugurato il nuovo palazzetto e i giovani dell’HC Mila- no Rossoblù.»


Parliamo dei singoli. Qual è il miglior portiere del campionato? «Senza dubbio Dennis. Peccato per il suo infortunio: l’anno scorso era stato l’uo- mo in più del Fassa. Le tre partite gio- cate con l’Alleghe quest’anno non hanno potuto che confermare il mio giudizio sul goalie di Toronto. Con lui a difesa della gabbia, le civette hanno ottenuto 2 delle loro 3 vittorie, confermando quanto il ruolo di estremo difensore possa essere fondamentale.»


Che dire di Bellissimo e Cloutier? «I recenti successi ottenuto negli ultimi anni da Asiago e Renon dipendono in gran parte dalle ottime prestazioni dei loro portieri. Sinceramente non saprei quale preferire. Forse Bellissimo perché è anche italiano, ma non vorrei essere accusato di sciovinismo. Mi hanno ben impressionato anche il bolzanino Zaba e


Numero 2 • Dicembre 201 0


il pusterese Nikkila, ma vedere Tragust in A2 mi sembra un vero spreco.» Passiamo ai terzini. «In difesa sono pochi gli stranieri in evi- denza: il fassano Marty Wilford e il pu- sterese Mattew Kelly. Tutto merito di una scuola italiana che ha messo alla luce atleti del calibro di Strazzabosco (Asia- go), Helfer (Valpusteria), Gruber (Re- non), Egger e Borgatello (Bolzano). Io però vorrei sottolineare le prestazioni di due ragazzi che meritano l'azzurro: An- dreas Lutz e Trevor Johnson. Il terzino nato a Merano e esploso a Renon è diventato a ottobre l’atleta più presente nella storia delle Aquile friulane. L’italia- no del Valpellice, dopo la negativa espe- rienza di Bolzano, sta invece trascinando letteralmente i Bulldogs.»


Concludiamo con gli attaccanti «Vedere giocare Tudin (Renon) e Sirianni


(Valpusteria) è una vera gioia, ma non mi chieda chi preferisco fra i due.»


Non lo farò se mi dice qualche cosa degli italiani. «Ha visto che bravo Marco Insam? Gio- care all’estero aiuta moltissimo. Anche se mi piange il cuore a dirlo, ritengo che la ricerca di un’avventura all’estero non possa che essere positiva nella crescita dei nostri giovani. Discorso simile si po- trebbe fare per Anton Bernard. Pur- troppo in A1 i giovani faticano a trovare minuti importanti.»


De Toni a Cortina come lo vede? «Come Totti alla Lazio: per i tifosi del- l’Alleghe è stato un brutto colpo. Tuttavia Lino sembra essere uno dei pochi a salvarsi dal disastro del Cortina.»


Un’altra bandiera se ne è andata: Ramoser da Bolzano al Renon «Per Rolly è differente: è cresciuto a Re- non e, anche se negli ultimi anni era sta- to capitano e simbolo del Bolzano, l’ap- prodo sull’altopiano rappresenta il ritor- no del figliol prodigo per eccellenza.»


Parlando di bandiere e senatori ci stiamo dimenticando di qualcuno? «Dulcis in fundo dicevano i latini: tanto di cappello a John Parco. Si è già messo a lavorare coi giovani, ma l’Asiago sem- bra avere ancora bisogno di lui e Parco non è uno che si tira indietro. »


Le dispiace che un giocatore che le ha dato così tanto la abbandonerà la prossima stagione? «Mi creda, questa non sarà l’ultima sta- gione di John.»


Buon prosieguo di stagione, allora. «Grazie».


HOCKEY SU GHIACCIO - Campionato italiano


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