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citarne alcuni: il Messico, ad esempio, ha uno dei portieri più interessanti dell’in- tero continente americano, Guillermo Ochoa. Dotato di riflessi propriamente da felino il quasi venticinquenne nativo di Guadalajara è dato da tempo vicino ad alcuni tra i più importanti club europei (in particolare nel passato si è parlato con insistenza di Manchester United e Milan su di lui) e se vincerà la concorrenza interna portata dall’esperto Óscar Pérez potrebbe davvero giocarsela per convincere dirigenti ed allenatori di essere finalmente pronto per giocare al di qua dell’oceano. La stessa cosa po- trebbe valere anche per l’argentino Nicolás Otamendi: dato vicinissimo al vestirsi di rossonero il difensore del Vélez Sarsfield pare possa partire tito- lare in Sudafrica. E lui si dice prontis- simo ad impressionare tutti, tifosi ed osservatori. Qualcosa di simile, pur giocando già nel Vecchio Continente, proverà a farla anche l’uruguagio Suárez: dopo la marea di gol segnati quest’anno con la maglia dei Lancers (47 in altrettanti match), l’ex-attaccante di Nacional e Groningen è probabilmente pronto per il salto in un grande campio- nato e proprio le sue prestazioni al Mon- diale potrebbero sancirne la consacra- zione, oltre a farne salire ulteriormente le quotazioni.


Un'altra punta che gioca già oggi in Europa ma che è in cerca del salto di qualità è quel Jozy Altidore icona del nuovo corso americano: a soli vent’anni è alle soglie della venticinquesima pre- senza in nazionale maggiore. Tra Villarreal ed Hull City, però, non ha ancora avuto moltissima fortuna a livello di club. L’esperienza che accumulerà tra Johannesburg, Rustenberg e Pretoria, città sede dei primi tre match degli sta- tunitensi, potrà quindi fare la differenza


restituendo al calcio di tutti i giorni un ragazzo finalmente pronto per battersi al meglio anche sui palcoscenici più impor- tanti. Altro giocatore da tenere sott’occhio è quel Valter Birsa, ala dell’Auxerre e della nazionale slovena, che in Francia sta facendo impazzire molti dei suoi tifosi e che unisce un grande talento ad una spiccata intelli- genza tattica. Magistrali, poi, sono le sue


Numero 0 • Giugno 2010


stelle della rappresentativa under 20 capace di vincere l’ultimo Mondiale di categoria: il marsigliese Ayew ed il mila- nista Adiyiah. Mentre nella Danimarca, ammesso e non concesso che trovi spa- zio, la curiosità sarà tutta appannaggio del talentino Christian Eriksen, diciotto anni appena compiuti. Parlando di Porto- gallo e Svizzera, infine, è attesa la con- sacrazione di Fábio Coentrão ed Eren


conclusioni da calcio piazzato, tanto che ha recentemente trovato posto nella top ten dei goal realizzati su punizione nel corso dell’ultima Ligue 1. Se vi capitasse di guardare una partita della Germania, invece, tenete gli occhi puntati su Özil, Kroos e Müller: 61 anni in tre, infatti, i ragazzini terribili dei Die Nationalelf sono pronti a non far rimpiangere le assenze di Ballack ed Adler caricandosi sulle spalle, a dispetto dell’età, una nazionale sempre affamata di vittorie e capace di non mollare mai. Attenzione focalizzata, per quanto riguarda il Ghana, sulle due


Derdiyok: il primo è un giovane terzino rivelazione del club neocampione della Liga Sagres, il secondo, 22 anni, è una punta che tanto bene fece già nel corso degli ultimi Europei e che è oggi chia- mato alla definitiva consacrazione.


Prima di chiudere e lasciare la parola al campo non posso che dire due parole anche su qualche record fatto registrare nel corso della storia Mondiale, giusto per dare un po’ di colore a questi giorni che ci separano dall’inizio dei giochi. Partiamo quindi dicendo che è Ronaldo,


con 15 gol, il miglior marcatore della storia e che Klose, a quota 10, è l’unico giocatore tra quelli convocati che potreb- be ambire a strappare al Fenomeno quel primato. Chi volesse far segnare un nuovo record di reti segnate in una sola edizione, invece, dovrà segnare più di tredici reti: tanto fu in grado di fare il francese Just Fontaine nel 1958. I por- tieri potranno viceversa tentare l’assalto al record di imbattibilità fatto registrare vent’anni fa da Walter Zenga, capace nel Mondiale italiano di non subire reti per ben 517 minuti consecutivi. Nessuno, penso, vorrà al contrario strappare al sud coreano Hong Duk-Yung il record opposto: correva l’anno 1954 e l’allora portiere del Joseon Textile FC fu capace di subire sedici reti in una sola edizione, cosa mai più ripetutasi nel corso della storia. Parlando di allenatori va sotto- lineato come Marcello Lippi possa egua- gliare il doppio record detenuto da un altro italiano, Vittorio Pozzo: colui che guidò la nostra nazionale nel corso degli anni trenta è difatti stato l’unico alle- natore in grado di vincere due Coppe del Mondo, tra l’altro in due edizioni conse- cutive. Speriamo infine che nessuno decida di battere il record fatto segnare dall’uruguaiano José Batista ventiquattro anni fa: è sua l’espulsione più rapida della storia, arrivata cinquantasei soli secondi dopo l’inizio del match che vide i suoi opposti alla Scozia.


Il Campionato del Mondo è insomma ormai alle porte. Non ci resta quindi che trepidare per questi ultimi giorni che ci separano dal suo inizio per poi sederci comodamente in poltrona e goderci lo spettacolo: l’evento più atteso del mondo ci terrà compagnia per un mese intero,


tra gol,


esultanze come solo ad un Mondiale è possibile vedere.


fallacci, pianti ed


SUDAFRICA 201 0


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