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né portieri. Messo a punto dall’Adidas Innovation Team, Jabulani (e la sua versione dorata, Jo’bulani, prodotta esclusivamente per la finale) è stato creato con l’utilizzo di un design studiato appositamente per richiamare l’unità, pur con le molte differenze presenti, di un paese così variegato. È composto da otto elementi tridimensionali di forma sferica realizzati in etilene vinil acetato (una plastica copolimerica utilizzata in prodotti particolarmente flessibili ed elastici) ed in elastomeri termoplastici poliuretanici (materiale le cui principali peculiarità sono l’alta resistenza ad usura, abrasione, strappo e lacerazione oltre ad una grande capacità di ammor- tizzazione ed una flessibilità ottimale alle basse temperature) saldati


termica-


mente tra loro attorno alla carcassa interna, il tutto con l’intento di creare una sfericità perfetta. Questo pallone dovrebbe, almeno secondo le intenzioni dei suoi creatori, unire proprietà ine- guagliabili di stabilità in volo, facilitate dalle aereo grooves (le scanalature che circondano la palla), ad una capacità d’attrito con piede e terreno ottimale, cosa questa ottenuta grazie alla tecno- logia grip’n’grooves (che fa leva sull’or- mai celebre effetto a pelle d’oca). L’in- tento, insomma, era dei migliori. La rea- lizzazione, però, pare non essere all’al- tezza. Più che di grande stabilità in volo chi l’ha provato parla di pallone “peg- giore di quelli che si comprano al su- permercato”, che vola e cambia dire- zione all’ultimo momento. Cosa questa che, se svantaggia palesemente i por- tieri, non piace nemmeno agli attac- canti: il nostro Pazzini, ad esempio, se n’è lamentato molto, parlando di pallone difficilmente colpibile di testa.


Altro elemento che può sempre influen- zare il risultato finale di un match è


quello riguardante le terne arbitrali. La FIFA, in questo senso, ha diramato a fine maggio l’elenco ufficiale di quelle pre- scelte per il Sudafrica. Rispetto alla lista originaria, pubblicata il 5 febbraio scor- so, sono state tolte le terne arbitrali capitanate da Carlos Amarilla e Moha- med Benouza, rimpiazzate da quella facente capo all’uruguaiano Martin Emilio Vázquez. Il nostro paese sarà rappre- sentato, in questo campo, dall’arbitro Roberto Rosetti che sarà accompagnato dai guardalinee Calcagno ed Ayroldi.


Due parole vanno anche doverosamente spese rispetto alla formula, che sarà la stessa delle ultime tre edizioni: trenta- due squadre divise, sulla base del ranking risalente allo scorso ottobre, in otto gironi all’italiana che si giocheranno su partite di sola andata. Le prime due qualificate, quindi, accedono alla fase ad eliminazione diretta che si disputerà su quattro turni, dagli ottavi alle finali che assegneranno le medaglie. In questi incontri non sarà ovviamente ammis- sibile il pareggio: qualora questo permanesse fino al novantesimo verran- no ovviamente disputati supplementari (senza la regola del golden gol o del silver gol) e, in caso, i calci di rigore.


Veniamo alle squadre partecipanti. Giro- vagando su Internet alla ricerca delle quote inerenti le favorite alla vittoria finale appare chiaro come siano quattro le pretendenti più accreditate: Spagna e Brasile in prima battuta, Inghilterra ed Argentina in seconda battuta. Outsider di lusso, invece, saranno Italia, Ger- mania, Olanda, Francia e Portogallo. In molti però attendono, da quando il Camerun lasciò a bocca aperta tutti con il suo exploit a Italia ‘90, la vittoria di una squadra africana. Quale miglior occasione per le rappresentanti del


Numero 0 • Giugno 2010


Continente Nero se non quella di vincere “in casa”? La squadra più accreditata in tal senso è la Costa d’Avorio, compagine allenata dal buon Sven-Göran Eriksson: un team solido in ogni reparto e composto da diversi giocatori di qualità, il tutto a sostenere una stella assoluta del calcio mondiale, Didier Drogba. Queste, insomma, le squadre che gli allibratori vedono come favorite all’affer- mazione finale.


Un po’ in ogni edizione capita però che squadre partite a fari spenti salgano alla ribalta, rivelandosi come vere e proprie sorprese. Nel 2002, ad esempio, arriva- rono in semifinale Turchia e Corea del Sud, due squadre che chissà quando mai saranno in grado di ripetere quell’ex- ploit. Quattro anni prima era stata invece la volta della Croazia, capace di


aggiudicarsi la medaglia di bronzo dopo aver fatto tremare in semifinale anche la Francia padrona di casa e futura campionessa mondiale, mentre negli States era toccato alla Bulgaria: guidati da un magistrale Hristo Stoičkov, i Luvovete erano stati capaci di centrare la quarta posizione, battuti nella finalina di consolazione da una Svezia che, pur essendo squadra di blasone molto superiore,


in pochi si aspettavano sarebbe potuta arrivare così in alto.


E quest’anno quali potrebbero essere le squadre sorpresa? Interessante, in tal senso, la situazione del Gruppo A in cui la Francia parte, già solo per blasone e presenza di star calcistiche di livello mondiale, come grande favorita del giro- ne, ma dove squadre come Uruguay e Messico potrebbero giocare un brutto


SUDAFRICA 201 0


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