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de Paris che stava facendo di tutto per costruire la squadra più forte di Francia, ottenendo sottobanco un ingaggio da favola che non cercò di nascondere, scialacquandolo tra i locali della vita notturna di Parigi e le scommesse all’ippodromo.


In quel periodo il


centrocampista cominciò a fare co- noscenze non limpide nella malavita parigina.


Il 1930 fu l’anno dell’apice per Villa- plane: il 23 febbraio capitanò per la prima volta la Francia, perdendo 2-0 contro il Portogallo, poi in aprile indossò di nuovo la fascia in una sconfitta 6-1 da parte del Belgio. Essere il leader della nazionale alla Coppa del Mondo fu la sua gioia più grande, ma fu anche la sua ultima occasione di rappresentare il proprio paese: Villaplane smise la maglia della nazionale dopo averla indossata in


venticinque incontri ufficiali e dopo aver capitanato la squadra cinque volte e averla guidata nella prima, storica, campagna di Coppa del Mondo. Era un’icona del calcio francese, ma ben presto dilapidò ogni suo successo. Passato all’Antibes nel 1932, vinse la finale di campionato contro lo Sporting Club Fives Lille, un momento di gloria che durò poco: il risultato della partita era stato fissato in precedenza e l’Antibes perse il


titolo. Villaplane,


sospettato di essere l’artefice della truffa, cambiò squadra approdando a Nizza e a Bordeaux, dove si ritrovò agli ordini di Victor Gibson,


l’allenatore


scozzese che lo aveva scoperto e lanciato al Sète. Era ormai l’ombra del giocatore che era stato: raramente presente agli allenamenti, si trascinava disinteressato per il campo durante le partite e, dopo appena tre mesi al


Numero 0 • Giugno 201 0


Bastidienne di Bordeaux, fu cacciato e terminò ingloriosamente la sua carriera di calciatore. Nel 1935 finì in carcere per uno scandalo legato alle corse dei cavalli.


Quando nel giugno del 1940 i tedeschi marciano su Parigi, Villaplane sta pas- sando le sue giornate alla Prison de la Santé di Parigi, per atti di banditismo e contrabbando d’oro. Al momento del suo rilascio viene contattato da uno dei personaggi più oscuri della storia di Francia: Henri Chamberlin, detto Lafont, capo della Carlingue, la Gestapo fran- cese. Lafont, Villaplane e i loro sodali cercano di mungere tutte le fortune che possono attraverso la collaborazione con gli occupanti nazisti. Il punto di ritrovo della Carlingue, il numero 93 di rue Lauriston, diventa ben presto triste- mente noto per le torture che vi pren- dono luogo. Nel


febbraio 1944, su


proposta di Lafont e del nazionalista algerino Mohamed el-Maadi approvata dalle autorità tedesche, viene fondata la Brigade Nord-Africain, uno squadrone che aveva il suo serbatoio di reclu- tamento nella popolazione immigrata. A Villaplane, promosso sottotenente delle SS, viene data la responsabilità di una delle cinque sezioni della Brigade.


“Saccheggiavano, stupravano, rubavano, uccidevano ed erano in combutta con i Tedeschi, con i quali compivano oltraggi ancora peggiori e esecuzioni tra le più crudeli. Hanno lasciato fuoco e rovine nella propria scia. Un testimone ci ha raccontato di come abbia visto con i suoi propri occhi questi mercenari prendere gioielli dai corpi delle loro vittime, coperti di sangue e che ancora si contorcevano. Villaplane era nel mezzo di tutto ciò, calmo e sorridente. Gioioso, quasi rinvigorito”: questa è la descri-


zione della Brigade da parte dell’accusa durante il processo a Villaplane nel dicembre 1944. Quando aveva presen- tito che i tedeschi rischiavano di perdere la guerra, aveva tentato di ripulirsi la faccia, senza però riuscire a nascondere la propria cupidigia: proclamava di aver rischiato la vita per salvare decine di persone e chiedeva ingenti somme di denaro per garantire la propria prote- zione. Catturato nell’agosto 1944 dalla resistenza parigina, mentre gli Alleati procedevano a tappe forzate verso la capitale francese, Alexandre Villaplane fu processato dal Tribunale della Senna nei primi dodici giorni del dicembre di quell’anno. Colpevole di almeno dieci omicidi, oltre che di alto tradimento e cospirazione con il nemico, fu fucilato a Fort de Montrouge il giorno di Santo Stefano.


GIRONE A - Francia


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