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Austria e Germania, spezzerà i sogni di gloria dell’Algeria. Comunque sia andata l’Italia, inserita nel “girone della morte” con le favoritissime Argentina e Brasile, da brutto anatroccolo qual era si trasformò in un cigno. Difesi da Zoff, Gentile, Scirea, Collovati, Cabrini e Oriali, Tardelli, Conti e Antonioni erano liberi di inventare per le punte Graziani e Rossi. Se contro l’Argentina bastarono Tardelli e Cabrini, contro il Brasile di Zico e Falcao servì una grandissima prova di squadra. Zoff parò tutto il parabile, Conti fece il brasiliano e Paolo Rossi trovò finalmente la via del goal. Dopo aver “fatto piangere il Brasile”, l’Italia e Rossi non si fermarono più e sconfissero 2 a 0 la Polonia di Boniek. In finale, con Antognoni sostituito da Bergomi e nonostante un rigore fallito da Cabrini, l’Italia dominò ed ebbe la meglio per 3 a 1 sulla Germania Ovest. Per tutte le piazze di un’Italia in festa risuonava dolce la voce di Nando Martellini “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo”.


Numero 0 • Giugno 2010


soprattutto di un triste canto del cigno. Il tecnico friulano convocò per ricono- scenza persino l’ormai spento Paolo Rossi. Sarà “Spillo” Altobelli a trascinare i suoi almeno fino agli ottavi poi, di fron- te alla Francia di Platini, gli azzurri non potranno far altro se non issare la bandiera bianca. Saranno altri i prota- gonisti dei secondi Mondiali in altura, a partire proprio da Platini che, assieme a Giresse e Tigana, trascinò i “galletti” al terzo posto. La Germania Ovest, allenata dal Kaiser Beckenbauer, si confermò corazzata da grandi appuntamenti e giunse nuovamente in finale grazie al contributo di giocatori come Brehme, Matthaüs, Völler e Rummenigge.


sfollati. Gli studenti, da sempre la com- ponente più attiva della società civile messicana, protestarono nelle città più colpite dal sisma al grido di: “Meno goal, più fagioli”, ma vennero completamente ignorati da Televisa, la rete privata in- torno alla quale fu organizzato, in modo verticistico, tutto il Mondiale messicano.


Nonostante la guerra fra Iran e Iraq, la nazionale irachena ottenne la sua prima e unica qualificazione ai Mondiali, gio- cando tutte le partite casalinghe in campo neutro tra il Kuwait, l’Arabia Saudita e l’India. Gli azzurri ritornarono in Messico da campioni del mondo, ma per Bearzot, Scirea e compagni si trattò


Nel 1974 la Colombia fu selezionata dal- la FIFA per ospitare i Mondiali del 1986, ma quattro anni prima di quella data, per gravi problemi finanziari, il paese sudamericano dovette abbandonare l’im- presa. A quel punto si fecero avanti Canada, Usa e Messico; quest’ultimo fu scelto all’unanimità perché era già dota- to delle infrastrutture necessarie. Otto mesi prima del mondiale però il paese centroamericano fu colpito da un ter- ribile terremoto che, pur lasciando mira- colosamente intatte la gran parte delle infrastrutture del Mondiale, provocò diecimila morti e decine di migliaia di


Il vero simbolo del Mondiale però fu indiscutibilmente Diego Armando Mara- dona. El Pibe de Oro aveva raggiunto ormai la maturità per trascinare la sua Argentina al secondo trionfo mondiale e così fece. Nei quarti l’Argentina, dopo aver eliminato l’Uruguay, giocò contro l’Inghilterra di Lineker una partita che Maradona farà passare alla storia. Dopo la guerra delle Falkland/Malvinas fra i due paesi esisteva un’accesa rivalità che Maradona decise di infiammare a modo suo. Il primo gol lo realizzò con la mano beffando Shilton e la terna arbitrale poi, quasi per farsi perdonare, realizzò il gol più bello della storia dei Mondiali. Prese palla nella propria metà campo, percorse 60 metri con la palla al piede e, dopo aver superato avversari e portiere, infilò il pallone in rete scatenando l’ovazione dei centoquindicimila spettatori dell’Az- teca. Infine, superato in semifinale il Belgio di Scifo, sempre grazie a una doppietta di Maradona, l’Argentina giun- se alla finale contro la Germania Ovest dove el Pibe de Oro si accontentò di lanciare Burruchaga per il 3 a 2 che laureò l’Argentina campione del mondo.


STORIE MONDIALI - 1 970-1 986


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