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con un pugno il setto nasale di Maschio senza essere però sanzionato. L’ala cilena fu nuovamente graziata per un fallo di reazione su David che invece sarà successivamente espulso. Stoica- mente l’Italia resse fino al 74’, ma poi capitolò due volte. Con la vittoria contro gli azzurri, i cileni si vendicarono anche per alcune infelici descrizioni del paese fatte dai giornalisti italiani e riportate dai giornali cileni.


Nel Mondiale di Schnellinger, Bobby Charlton e Masopust il Brasile, allenato da Moreira, ebbe nuovamente la meglio. Pelé, oramai maggiorenne e annunciato come la stella dei Mondiali, giocò solo le prime partite a causa di un infortunio. Senza Pelé fu Garrincha a caricarsi la squadra sulle spalle. In semifinale però l’ala brasiliana, dopo aver matado il Cile con una doppietta, fu squalificata per un fallo di reazione al difensore Rojas. Il Brasile avrebbe quindi dovuto giocare la finale senza il suo campione più in forma. Dopo le pressioni del governo e della federazione brasiliani che, mobilita- rono il primo ministro Tancredo Neves e il presidente federale João Havelange, una controversa decisone della FIFA permise però all’ala del Botafogo di disputare la finale. In finale il gran goal


del Masopust diede solo l’illusione di un incontro equilibrato poi la classe dei di Vavá, Zito e Amarildo (il sostituto di Pelé) annientò una Cecoslovacchia che in precedenza aveva avuto la meglio sulla Germania Ovest e sulla Jugoslavia. I padroni di casa, talvolta favoriti dagli arbitri, si piazzarono al terzo posto vincendo la finalina con la Jugoslavia.


Numero 0 • Giugno 2010


Dopo trentasei anni i Mondiali fecero visita alla patria del calcio. L’Inghilterra ebbe gioco facile ad ottenere l’orga- nizzazione dell’evento anche perché alla guida FIFA era salito sir Stanley Rous. Le qualificazioni furono segnate dalla pro- testa delle squadre africane contro l’as- senza di un posto riservato a loro. Poiché secondo regolamento la squadra vincente del girone africano avrebbe dovuto affrontare la vincente del girone asiatico, tutte le 15 nazionali della CAF boicottarono le qualificazioni spianando la strada alla Corea del Nord che, vincendo facilmente con l’Australia, si qualificò per la prima volta alla fase finale dei Mondiali. Proprio la Corea del Nord farà emergere in maniera dramma-


tica la crisi calcistica che stava attraver- sando la nazionale italiana. Guidati da Edmondo Fabbri, gli azzurri erano giunti in Inghilterra con ambizioni importanti ma, dopo essersi vendicati del Cile ed esser stata sconfitti dall’URSS, quella che doveva essere una formalità si trasformò ben presto in un incubo. Contro i coreani Bulgarelli si infortunò dopo pochi minuti, costringendo l’Italia a giocare tutto l’incontro in inferiorità numerica contro una squadra non troppo dotata tecnicamente, ma molto ordinata tatticamente. Quando alla fine del primo tempo con un tiro abbastanza casuale Pak Doo-Ik decise l’incontro, il termine Corea divenne, nel linguaggio italiano, un sinonimo di disfatta. Leggende hanno poi dipinto il giustiziere dell’Italia come un dentista, in realtà Pak, come il resto della squadra, era semplicemente un calciatore, un “dilettante di stato” pagato dall’esercito nordcoreano che serviva con il ruolo di caporal maggiore. Dopo la vittoria Pak ottenne una pro- mozione e fu nominato eroe nazionale dal presidente Kim Il-Sung. In Italia invece cominciarono i processi, interro- gazioni parlamentari comprese, e fu presa la scelta di chiudere le frontiere


agli stranieri; una decisione felice poiché la nazionale due anni più tardi si laureerà campione d’Europa.


Il mondiale inglese fu segnato dal dominio delle squadre europee e dalle polemiche arbitrali Nei quarti di finale l’arbitro inglese con due espulsioni spianò la strada ai tedeschi contro l’Uruguay, mentre, nel match contro i padroni di casa,


l’arbitro tedesco


Kreitlein espulse per proteste l’argentino Rattín, che si agitò per chiedere un interprete. In seno alla FIFA, con le federazioni sudamericane inviperite per il trattamento riservato loro, si rischiò la scissione. Nelle semifinali l’Inghilterra di Charlton ebbe la meglio sul sorpren- dente Portogallo di Eusébio mentre la Germania Ovest di Beckenbauer sconfis- se l’Urss di Jašin. In una finale che non poteva non riportare alla mente la Guer- ra Mondiale l’Inghilterra sconfisse per 4- 2 la Germania dopo i tempi supple- mentari grazie alla tripletta di Geoff Hurst e a un gol fantasma dello stesso che l’arbitro svizzero Dienst convalidò su segnalazione del guardalinee azero Bachramov.


STORIE MONDIALI - 1 950-1 966


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