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Numero 0 • Giugno 201 0


Nel periodo più buio della storia del Sudafrica, quando i principali leader del movimento anti-apartheid erano impri- gionati a Robben Island, lo sport, nello specifico il calcio, contribuì ad accrescere la consapevolezza che i neri potevano autogovernarsi. Dopo che nel 1965 fu permesso ai detenuti di giocare a calcio all’interno del carcere, nacque la Makana FA, un’associazione sportiva che gestì per alcuni anni un vero e proprio cam- pionato di calcio fra i detenuti. A Man- dela e a Sisulu non fu però mai permes- so di prendere parte o assistere a questi incontri, mentre l’attuale presidente Zu- ma era un arbitro. Giocare a calcio non era solo un espediente per sopravvivere, ma contribuì anche ad accrescere un sentimento di dignità e uguaglianza non- ché a stemperare le divergenze nate in seno al movimento anti-apartheid. Molti leader del’ANC erano stati atleti; fra questi Nelson Mandela comprese prima e meglio di altri che lo sport poteva rap- presentare un’eccezionale strumento di riconciliazione per il nuovo Sudafrica, nonché un fondamentale viatico per pro- muovere e generare una nuova identità nazionale. Se è vero che l’apice della ri- conciliazione nazionale attraverso lo sport fu raggiunta nel 1995 quando Mandela consegnò a François Pienaar la Coppa del Mondo vestendo la maglia degli Springboks, storicamente simbolo dell’identità afrikaner, non vanno però dimenticati altri avvenimenti sportivi che hanno contribuito alla creazione identi- taria della Rainbow Nation.


Nel 1991 la nazionale di cricket era rientrata nell’ICC consentendo ai Proteas


liazione. L’atteggiamento di Mandela du- rante i Mondiali segnalò che i desideri di vendetta erano stati riposti e che la Truth and Reconciliation Commission of- friva realmente una catarsi da cui poter ripartire. Spinti dal carisma del neopre- sidente del Sudafrica, i neri smisero di tifare contro gli Springboks e si unirono ai bianchi per sostenere una squadra in cui, accanto a 14 bianchi, giocava anche il coloured Chester Williams. Sempre nel 1995 il cricket sudafricano ottenne un’importante vittoria contro l’Inghilterra che rafforzò ulteriormente il processo di inclusione sociale e di riconciliazione portato avanti da Nelson Mandela.


(soprannome dei cricketer sudafricani) di prendere parte alla Coppa del Mondo che fu co-organizzata da Australia e Nuova Zelanda tra febbraio e marzo del 1992 in contemporanea con la campagna refe- rendaria in Sudafrica. Il 17 marzo i su- dafricani bianchi furono chiamati alle urne per decidere se sostenere o meno le riforme di de Klerk, la fine dell’a- partheid e il proseguimento dei colloqui per la nuova costituzione. I Proteas, che nel torneo ben figurarono arrivando fino alle semifinali, si schierarono a favore del si che ebbe la meglio ottenendo il 68,8% dei voti. Lo stesso anno segnò il rientro del paese alle Olimpiadi. A Bar-


cellona la delegazione sudafricana, dopo aver marciato dietro alla bandiera del riammesso Comitato Olimpico, ottenne due medaglie d’argento nei 10.000 metri femminili e nel doppio di tennis ma- schile.


Un anno dopo le prime elezioni mul- tirazziali del 1994, in cui l’ANC ottenne una schiacciante maggioranza, si disputò la Coppa del Mondo di rugby. Mandela intuì che proprio dallo sport degli afri- kaner si sarebbe dovuti ripartire per ri- costruire la nuova nazione arcobaleno. Lo slogan One team, one nation segnò simbolicamente l’inizio della riconci-


Dopo i successi nel rugby e nel cricket mancava solamente il calcio. Fallita la qualificazione a USA 1994 per via anche del continuo valzer di allenatori in pan- china, la Coppa d’Africa del 1996, orga- nizzata peraltro in casa, rappresentò la rivincita. I Sudafricani dovettero però fronteggiare il boicottaggio della Nigeria, campione in carica, reduce dall’exploit mondiale e capace in quella stessa estate di vincere la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atlanta. Mandela ave- va cercato di instaurare buoni rapporti con la Nigeria, seconda potenza regio- nale dell’Africa sub-sahariana, ma quan- do il regime militare nigeriano fece uccidere nove attivisti dei diritti umani, fra cui lo scrittore Ken Saro Wiwa, il Sudafrica fu in prima linea per espellere il paese dal Commonwealth. Una delle rappresaglie della Nigeria fu il boicot- taggio sportivo. L’assenza delle Super A-


THE RAINBOW NATION - Costruendo una nuova Nazione


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