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GIRONE E - Oltre il calcio


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stato presenti dopo l’incredibile successo contro l’Argentina. In quel momento grazie al calcio il Camerun stava proponendo al mondo un’immagine vincente di sé dalla quale l’intero continente africano poteva trarre beneficio. Anche in Camerun del resto la commistione fra lo sport nazionale, il calcio e la politica è sempre stata molto forte. I presidenti federali sono spesso anche membri del governo, così come i politici si dimostrano sempre lesti ad approfittare del tifo e dei campanilismi per trarre vantaggi politici. Il calcio in Camerun è anche un ottimo osservatorio per comprendere gli umori del paese. Sempre Kuper ricorda che nel 1993, in risposta ad uno sciopero generale indetto dall’opposizione, il presidente Biya fu abile a sfruttare la qualificazione dei Leoni al Mondiale avvenuta il giorno precedente alla programmazione della protesta, per indire una giornata di festa


nazionale annullandone così l’impatto.


A proposito di invasioni politiche nel campo sportivo, fu proprio Paul Biya a convocare personalmente Roger Milla per il Mondiale di Italia 1990. Dopo una carriera in Francia divisa principalmente fra Bastia, Saint Etienne e Montpellier e condita,


cipazione al Mundial dell’82 e dalle vittorie della Coppa d’Africa nel 1984 e 1988, Milla, alla non più verde età di 37 anni, aveva abbandonato il calcio che conta. Quando fu raggiunto dalla telefonata presidenziale alla vigilia del Mondiale, Roger stava svernando a La Réunion, un dipartimento d’oltremare francese situato nell’Oceano Indiano, dove giocava per la Jeunesse Sportive Saint-Pierruase, la società più titolata del paese. Mai scelta arbitraria si rivelò così azzeccata. Il trentottenne Milla infatti, pur partendo in ogni incontro


dalla panchina,


Numero 0 • Giugno 201 0 trascinò entusiasti- in nazionale, dalla parte-


camente i Leoni Indomabili fornendo quel tocco di imprevedibilità e genio che mancava ai più giovani e atleticamente prestanti compagni di squadra. Espri- mendo forse il più bel gioco della sua carriera, concluse il Mondiale da eroe nazionale e nella capitale Yaoundé gli fu costruita persino una statua. Con quat- tro goal era stato il capocannoniere dei suoi e con le sue doppiette aveva pie- gato le resistenze della Romania di Lacatus e della Colombia di Valderrama. Anche nello sfortunato incontro con l’Inghilterra Milla procurò un rigore e servì l’assist che, fino a nove minuti dal termine del match, avrebbe qualificato il Camerun in semifinale.


La speciale relazione fra Biya e Milla non si esaurì nel 1990. Dopo un periodo passato a cercare di monetizzare l’exploit mondiale il grande vecchio del


calcio camerunense fece ritorno in patria, dove il suo presidente gli aveva creato ad hoc un posto come direttore generale della nazionale. Nel 1994 però indossò nuovamente la casacca dei Leoni Indomabili e, a 42 anni, nell’1 a 6 contro la Russia, divenne il più vecchio giocatore ad andare a segno in una par- tita dei Mondiali. Ritiratosi definitiva- mente dal calcio il presidente Biya gli garantì nuovamente un duplice impiego sia come consulente della nazionale sia come ambasciatore itinerante del Camerun. L’influenza del “vecchio leone” sui destini della nazionale camerunese è tutt’oggi molto forte; le sue esternazioni non risparmiano neppure l’allenatore Le Guen né la stella Eto’o. Proprio Samuel Eto’o accusato da Milla di non giocare al meglio e di non impegnarsi a sufficienza, si è risentito a tal punto da minacciare di non partecipare al Mondiale sudafricano.


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