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IL TESORO DI HERDONIA
sabato 31 ottobre 2009
IPOGEO CAVIDOTTO
TESORI
I cinque ipogei del neolitico
La parte più Durante
fertile del i lavori per la
rinvenuti in località
Tavoliere, realizzazione
Ponte Rotto, nell’antica
ha permesso del cavidotto
di retrodatare per il parco
Valle del Carapelle,
l’orologio eolico di Ponte
rappresentano l’ennesimo
storico Rotto, si sono
al V millennio stati rinvenuti
tesoro archeologico
avanti Cristo. i primi elementi
che rischia di essere
“Colpisce che facevano
vedere tracce pensare alla
compromesso
così importanti presenza
da decisioni sbagliate
a poca di ipogei
profondità” preistorici
Ordona, uno straordinario santuario
neolitico circondato dalle pale eoliche
Risalgono al V millennio a.C. i 5 ipogei rinvenuti in località Ponte Rotto
MICHELE IULA
te tutto l’iter dei lavori. Pian pia-
Il “santuario neolitico” del Ta-
no, archeologi e operai, guidati
voliere. Così l’ha ribattezzato
dagli ispettori di competenza, ti-
Anna Maria Tunzi, ispettrice
ravano via dal dimenticatoio
della Soprintendenza per i Beni
storico una pagina fondamenta-
archeologici della Puglia e re-
le del neolitico dauno. La parte
sponsabile per la preistoria e
più fertile del Tavoliere, ha per-
protostoria della provincia di
messo di retrodatare l’orologio rico in provincia di Foggia, mai
Foggia. I cinque ipogei del neoli-
avrebbe immaginato una sco-
tico rinvenuti in località Ponte
perta di tale valore scientifico.
Rotto, nell’antica Valle del Cara- Si tratta di un volo
Più di vent’anni, dunque, per ve-
pelle, rappresentano l’ennesi-
mo tesoro archeologico che ri-
pindarico nelle
dere palesarsi, ad un tiro di
schioppo dalla green economy
schia di essere compromesso da radici storiche
ormai quasi desueta dell’eolico,
decisioni sbagliate.
Un ritrovamento casuale, scatu-
di questa terra
uno degli spaccati storici più in-
teressanti che potessero capita-
rito dai lavori di realizzazione
re da queste parti. Sembra che in
del parco eolico della Inergia
passato questa parte del territo-
spa. Seguendo la linea del cavi-
storico al V millennio avanti Cri- rio sia stata la più popolata e che
dotto, infatti, è emersa la prima
sto. Un immenso volo pindarico pertanto sia possibile studiare
evidenza che già mostrava i pro-
nelle radici storiche di questa ancor meglio le abitudini ed i ri-
dromi dell’eccezionale scoper-
terra che riporta al ground zero tuali dell’epoca. Sotto le oscure
la letteratura scientifica sinora spelonche; sopra, dei fori geo-
prodotta. Si ricomincia da qui, metrici che fanno intendere le
Questi ipogei
dal ponte rotto, da Ordona e dal- pratiche di venerazione della
rappresentano un
le pale eoliche che spazzano la dea Terra. Lineari, come raggi di
polvere depositatasi sulle vesti- una ruota ed equidistanti tra lo-
tesoro archeologico
gia dell’età della pietra. ro, si sviluppano gli elementi del
a rischio
Sì perché di polvere si tratta: set- “calendario involontario” delle
temila anni di storia sepolti sot-
to una coltre bruna di terreno al-
to non più di mezzo metro. “Col-
ta. E’ risaputo che il Tavoliere sia
I fori geometrici
pisce vedere tracce così impor-
tra le aree territoriali più interes-
tanti a poca profondità –ci dice
ricordano le pratiche
santi, su scala nazionale, per il
Anna Maria Tunzi-, si vedono
periodo di riferimento. “All’ini-
di venerazione
sulla crusta in superficie i solchi
zio dei lavori di scavo –ci spiega
che nel tempo hanno lasciato i
della dea Terra
l’archeologo Rocco Sanseveri-
vomeri degl’aratri. Per fortuna,
no, che ha condotto il primo step
in questo caso, l’assenza degli
di ricerche-, avevamo già intuito
scassi agricoli per la realizzazio-
messi. Scandiscono i tempi del-
di cosa si trattasse, anche se ave-
ne dei vigneti ha preservato la
la lavorazione del terreno, gli
vamo bisogno di ulteriori verifi-
memoria storica: questo può ac-
equinozi ed i solstizi. Una ca-
che per corroborare le ipotesi.
cadere solo qui e in alcune zone
denza che segue uno schema
Seguendo il tracciato del cavi-
del Subappennino, per via delle
preciso: i fori, bassi di qualche
dotto, proprio nella direzione
colture prevalentemente cerea-
centimetro, servivano a conte-
della Valle del Carapelle, abbia-
licole”.
nere le offerte liquide del dopo
mo sondato altre due aree. Sono
Dunque, siamo dinanzi ad un
raccolto. Un ringraziamento al-
emersi tre spaccati neolitici che
caso di specie, ad un serbatoio
la fertilità concessa dalla dea ve-
danno il senso dei villaggi, con le
scientifico incommensurabile,
nerata. Alcuni studiosi stanno
strutture abitative, e delle zone
vista l’estensione “enorme” –co-
valutando anche la possibilità
di culto, con le annesse aree fu-
me hanno ribadito dalla Soprin-
che questi allineamenti paralle-
nerarie”.
tendenza-, dell’area. Al punto da
li possano, in realtà, condurre ad
La sorveglianza archeologica
NEOLITICO
spingere la stessa Tunzi ad affer-
una sorta di coordinate astrono-
della Soprintendenza non ha
mare, senza indugi, che dal
miche ante litteram. La proce-
mai abbassato la guardia duran-
A lato del cavidotto, gli ipogei
1985, anno d’inizio del suo inca-
dura per la realizzazione della
CALENDARIO TUNZI CORRENTE
I fori geometrici “Si vedono L’ispettrice
fanno intendere sulla crusta della
le pratiche i solchi che Soprintendenza
di venerazione nel tempo Marisa
della dea hanno lasciato i Corrente, e la
Terra. vomeri stessa Nostoi
Lineari, degl’aratri. (la società
come raggi Per fortuna, archeologica di
di una ruota l’assenza Lavello), hanno
ed equidistanti degli scassi dovuto voltare
tra loro. agricoli ha il capo dinanzi
Una sorta di preservato alla bruttura
“calendario la memoria della pala sulla
involontario” storica...” villa romana
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