Gramegna Gramegna
Melting pot graphic
I “grecanici dell’aspromonte calabrese”
iniziamo un viaggio nel più creativo modo di fare giornalismo. In questo numero “VAURO”, la sua satira.
journalism
“I colori della campagna sono greci. Rocce gialle o rosse,
verdechiaro di fichindiani e agavi, rosa di leandri e gerani,
a fasci dappertutto, nei campi e lungo la ferrata e colline
spelacchiate brunoliva. Persino la cornamusa – il nefando
strumento natalizio – ripete la voce tra di organo e di arpa
che accompagnava gli ozi di Paride…” (Cesare Pavese)
Iniziamo così sulle parole di Cesare
rimangono tracce dell’Oriente Cristiano, come il
Pavese (che venne confinato a metà
culto dei santi italo-greci, delle chiese rupestri, degli
degli anni Trenta a Brancaleone) il
echi dell’antica liturgia bizantina, infatti la gente di
nostro breve viaggio alla scoperta dei
qui partecipa volentieri alle funzioni greco-ortodosse
Grecanici dell’Aspromonte. L’Area
che di tanto in tanto si svolgono grazie all’impegno
Grecanica o Area Ellenofona, conosciu-
di papàs e monaci di rito orientale.
ta anche come Bovesia, occupa una superficie di
circa 460 kmq nella provincia di Reggio Calabria e
TRADIZIONE_ Particolarmente significativi i canti
si estende tra il basso Ionio reggino e i contraffor-
e le danze, accompagnati dai suoni di cornamuse
ti dell’Aspromonte, comprendendo zone costiere
dalle lunghe canne, confezionata con pelle ovina, e
pedemontane e montane. Tutta la zona viene defini-
dai suoni emessi da un tamburello percosso a mano.
ta Vallata dell’Amendolea essendo attraversata da
Strumenti tipici questi dell’area mediterranea. La
questa conosciuta fiumara. La difficoltà storica degli
poesia in lingua è molto diffusa, ora anche fra i più
spostamenti nell’area grecanica si “legge” tutt’ora
giovani!
nel suo paesaggio: “Un altipiano solenne ed aspro,
L’immagine della grecità, oltre che nella cultura
ricco di fiumare e di calanchi, di colline dalla fiori-
sostenuta da numerosi circoli ed associazioni, si può
tura dolcissima e policroma e di coste franose come
ricercare anche sul piano gastronomico: la cucina
lame implacabili pronte a colpire”, questo paesaggio
grecanica è spartana, di montagna. Fra le carni, un
per secoli è stato percorso esclusivamente a piedi o
elemento cardine era senz’altro la capra (e la peco-
a dorso d’asino. L’Aspromonte ellenofono nella sua
ra) nonché il maiale, rigorosamente accompagnato
dimensione arcaica era senza vere strade carrabili
dalla “pittedda” o dalla “lestopitta”, due tipici pani
se non la ferrovia e la statale costiera tracciate fra la
grecanici che avvicinano la cultura calabra a quel-
fine dell’800 ed i primi del ‘900 e con esse l’uni-
la greca; infine abbiamo le Cordelle, conosciute in
co tortuoso percorso anch’esso carrabile da Bova
tutta l’area. Le cordelle sono un tipo di pasta fatta
Marina a Bova. Questa situazione “non carrabile” si
con farina di segale (jermanu) suo elemento base,
protrasse anche per buona parte del XX secolo.
la scura farina di segale si impasta con uovo e latte e
si ricava un unico maccherone sfilato a mano senza
LINGUA_ Il grecanico o griko (anche grico),
buco centrale. La lunga cordicella di pasta si arro-
idioma praticato in queste comunità, è un dialetto di
tola nella caratteristica forma elicoidale e si lascia
, uno dei più grandi
tipo neo-greco residuato probabilmente di una più
asciugare. Una volta cotte le cordelle si condiscono
ampia area linguistica ellenofona esistita anticamen-
semplicemente con olio, formaggio e pepe nero e/o
Kuper
te nella parte costiera della Magna Grecia. La greci-
rosso! E ancora la “curcudia”, specie di polenta a
Nel prossimo numero, Peter
graphic journalist americani
tà, dunque, si manifesta prima di tutto con l’aspetto
base di latte, il ragù di capra, i “caratonfuli” specie
linguistico. Anche se parlata da pochi, dagli anziani,
di tartufi e le pere “lisciandrune”!
sono molti i giovani e gli adulti che frequentano i
Concludo il nostro tour con le parole del cantore per
Sotto la pioggia non si può fare cultura
corsi di greco moderno e “grico” in vari centri come
eccellenza dei greci d’Aspromonte, Bruno Casile,
a Bova Marina per esempio, presso il Centro Cultu-
scomparso alcuni anni fa, ostinato propagatore e
Da quando l’associazione culturale Sisma è nata,
(vedi area sport) o addirittura rasi al suolo (vedi
rale di Studi Ellenici.
sostenitore dell’antica lingua greca. Teresa Ines
ho notato che a Barile non esiste un immobile
immobile sotto il convento). Questa situazione è
Minichino
messo a disposizione di chiunque voglia organizzare
un segnale del malgoverno e del menefreghismo
STORIA_ L’origine di questa comunità è stata a
qualcosa durante l’inverno.
generale delle varie giunte comunali che sono
Mi chatì i magni glossa / ene i glossa ti jemìa,
lungo oggetto di controversie: il linguista tedesco echi chronu ce chronu tossa / ti irte ode sta chorìa.
Il nostro comune non ha un luogo fisico in cui le
riuscite a dilapidare il patrimonio immobiliare del
Gerhard Rohlfs, che ha condotto numerose
To prozzimi emì to échome / arte meni assà pedìa,
varie associazioni possono creare aggregazione.
nostro paese. La speranza è che nel prossimo futuro
ricerche sul campo, la fa risalire all’epoca della
ti échite to alevri / ce larga ene i jerusìa Negli ultimi venti anni tutti i luoghi in cui sarebbe chi governerà Barile si ponga almeno il problema di
Grecia antica, mentre il prof. Battisti la colloca
stato possibile creare eventi al chiuso sono stati:
uno spazio per iniziative al chiuso che attualmente
Che non si perda la bella lingua, / è la lingua della stirpe,
più tardi, nel periodo bizantino. Di questo periodo
sono tanti e tanti anni / che è arrivata in questi paesi.
o venduti (vedi ex macello comunale), o svenduti
non esiste. Rella Piero Mauro
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Il lievito noi lo abbiamo / ora spetta a voi ragazzi
Che avete la farina / e lontana è la vecchiai!
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